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  • venerdì 6 aprile 2018

Sergei Skripal non è più in condizioni “critiche”

Anche l’ex spia russa Sergei Skripal non è più in condizioni “critiche”, come già sua figlia Yulia prima di lui, e continua a stare meglio.

Skripal ha 66 anni e per anni, mentre lavorava nell’intelligence russa, passò informazioni ai servizi segreti del Regno Unito. Lo scorso 4 marzo Skripal e sua figlia erano stati avvelenati con un agente nervino a Salisbury. Dopo essere stati trovati accasciati su una panchina di una zona commerciale della città, i due erano stati ricoverati d’urgenza e da allora hanno ricevuto cure continue e sono stati sorvegliati stabilmente dalla polizia. Sergei Skripal era probabilmente l’obiettivo principale dell’avvelenamento. La polizia britannica ritiene che l’avvelenamento sia avvenuto sulla porta di casa degli Skripal, il posto dove è stata trovata la più alta concentrazione dell’agente nervino usato nel tentato omicidio. Sia Skripal che sua figlia sono ancora ricoverati all’ospedale di Salisbury.

L’agente nervino usato per avvelenare gli Skripal è di un tipo sviluppato e prodotto dall’esercito russo, e anche sulla base dei precedenti la Russia è il principale sospettato per l’avvelenamento. Le conseguenze più grandi delle accuse alla Russia, per ora, sono state le espulsioni da parte di 25 paesi di più di 150 diplomatici russi ritenuti agenti segreti sotto copertura diplomatica e le conseguenti espulsioni di 150 diplomatici stranieri dalla Russia.

Sergei Skripal a Mosca nel 2006, durante il processo a suo carico per tradimento ( YURI SENATOROV/AFP/Getty Images)

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