Keri Russell e Matthew Rhys (FX)
  • TV
  • giovedì 29 marzo 2018

“The Americans” finisce

È iniziata l'ultima stagione di una serie TV molto apprezzata e più attuale che mai, di questi tempi

Keri Russell e Matthew Rhys (FX)

È iniziata mercoledì notte negli Stati Uniti la sesta e ultima stagione della serie televisiva The Americans, scritta dall’ex dipendente della CIA Joe Weisberg e trasmessa dall’emittente canadese FX. The Americans è la storia di due spie russe, Mikhail e Nadezhda, addestrate, accoppiate e spedite sotto copertura dal KGB al servizio del direttorato sovietico negli Stati Uniti. In America il KGB li fa diventare i coniugi Phillip ed Elizabeth Jennings, due normali cittadini statunitensi, agenti di viaggio residenti in un tranquillo quartiere di Washington, quando non eseguono i compiti che vengono impartiti loro.

The Americans, apprezzata fin dall’inizio per il suo modo accurato di raccontare molti aspetti delle vite di due spie durante la Guerra fredda, è liberamente ispirata alla storia di Donald Heathfield e Tracey Foley, una coppia di spie russe che per più di vent’anni si finse una normale famiglia americana.

La serie segue le attività che Phillip ed Elizabeth – interpretati da Matthew Rhys e Keri Russell – svolgono nei primi anni Ottanta, una decina di anni dopo il loro arrivo negli Stati Uniti. I due fingono in ogni momento della loro vita di essere una normale famiglia americana. La loro storia è quindi un’unica grande contraddizione. Sembrano essere fortunati, dopo tutto, perché pur essendo stati accoppiati da sconosciuti, finiscono per volersi bene in modo sincero. Hanno anche due figli, Paige (Holly Taylor) ed Henry (Keidrich Sellati), e almeno all’apparenza danno l’idea di essere una famiglia felice. Ma il loro legame esiste solo per ordine del KGB. Anche quelle che possono sembrare semplici casualità della vita, dai rapporti con i vicini alle amicizie dei figli, potrebbero essere state architettate dall’Unione Sovietica per favorire un compito. Se poi il direttorato manderà l’ordine di iniziare l’addestramento dei figli, non potranno opporsi. Se uno di loro comincerà a dubitare della fedeltà dell’altro nei confronti del proprio paese, dovrà denunciarlo.

L’attesa per il finale della serie è cresciuta e si è resa ancora più interessante alla luce degli ultimi avvenimenti riguardanti Stati Uniti e Russia. Fra i diversi scandali e guai capitati all’amministrazione di Donald Trump ci sono infatti i suoi legami con la Russia e col presidente russo Vladimir Putin. Le accuse circolano ormai da un paio di anni, cioè da quando Trump si candidò a sorpresa alle primarie presidenziali del Partito Repubblicano, e riguardano sia Trump che alcuni dei suoi più stretti collaboratori. Di recente il creatore della serie, Joe Weisberg, in quanto ex dipendente della CIA, ha dovuto insistere sul fatto di non essere stato a conoscenza di alcun avvenimento reale quando scrisse la serie.

La serie non è mai diventata un grande fenomeno televisivo dello spionaggio, probabilmente per l’uso calibrato della suspense e della tensione, che raggiunge dei picchi solo saltuariamente. È stata invece particolarmente apprezzata dalla critica per come racconta le vicende di due persone che vivono due vite parallele, una tranquilla e serena, l’altra fatta invece di azioni estreme e al limite della sopportazione umana, e per le dinamiche narrative che si sviluppano a partire da questi presupposti. Alcuni l’hanno paragonata ai Soprano e a Mad Men per la capacità degli sceneggiatori di trattare problemi e inconvenienti che due persone tutt’altro che ordinarie condividono con moltissime altre persone al mondo, dall’educazione dei figli alla preparazione di pranzo e cena, per dire.

In The Americans recitano anche Frank Langella, Margo Martindale e Noah Emmerich. La sesta stagione sarà composta da dieci episodi, e non tredici come nelle stagioni precedenti. In Italia verrà trasmessa quest’estate in esclusiva da Fox. Le ultime cinque stagioni sono invece disponibili sul catalogo italiano di Netflix.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.