Il cinema sul Delta del Po

Fotografie, storie, sequenze, persone e paesaggi di tutte le volte che il cinema è passato dal Polesine, in Veneto

Mario Soldati: La donna sul fiume, Sophia Loren © Archivio fotografico - Cineteca Nazionale

Il Polesine è un’area geografica stretta e lunga che coincide quasi del tutto con la provincia di Rovigo, in Veneto. Sta a sud del fiume Adige e a nord del fiume Po, del quale comprende anche il Delta, l’area in cui il fiume finisce nell’Adriatico. Per la particolarità di certi suoi paesaggi il Polesine è da decenni il set di alcuni film dei migliori registi italiani. Uno dei più grandi esperti italiani di cinema – Alberto Barbera, presidente della Mostra di Venezia e del Museo del cinema di Torino – ha quindi organizzato la mostra “Cinema! Storie, protagonisti, paesaggi”, su tutte le volte che il cinema è passato dal Polesine: sarà a Palazzo Roverella, a Rovigo, dal 23 marzo al primo luglio.

Barbera ha raccontato che si tende a credere che il neorealismo – l’approccio al cinema che nel secondo dopoguerra permise a certi film italiani di farsi conoscere nel mondo e restare nella storia del cinema – sia iniziato a Roma con Roma città aperta di Roberto Rossellini: «E così si perpetua un errore, lo strabismo secondo cui il cinema italiano sarebbe romanocentrico. È vero il contrario, il cinema italiano ha sempre avuto forti connotazioni regionalistiche. È significativo che il neorealismo sia nato, in realtà, proprio in Polesine». Barbera ha anche parlato di Ossessione di Luchino Visconti, di Gente del Po, un documentario quasi del tutto perduto di Michelangelo Antonioni, dell’episodio di Paisà, sempre di Rossellini, la cui madre era polesana (e che si dice fosse nato in Polesine). Altri importanti film ambdeientati da quelle parti sono Il mulino del Po di Alberto Lattuada, i documentari Uomini della palude e Tre canne e un soldo, e il film di Mario Soldati La donna del fiume, in cui la donna è Sofia Loren.

Il Polesine, che nel 1951 si fece conoscere anche per la nota alluvione, dopo che il Po esondò tra Occhiobello e Canaro, è stato anche il luogo di film non neorealistici e non in bianco e nero e ha ospitato almeno 500 tra film, documentari e serie tv. La mostra è fatta da fotografie, ma anche da manifesti, locandine, documenti originali, sceneggiature, materiali d’archivio, sequenze di film e cinegiornali, soprattutto sull’alluvione del 1951.

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