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  • martedì 13 marzo 2018

Il nuovo contratto dei dipendenti Rai prevede la possibilità di assumere coniugi o figli dei lavoratori morti

È una formula diffusa nel settore privato, ma più rara in quello pubblico

La sede della RAI in Viale Mazzini, a Roma. (ANSA/VINCENZO TERSIGNI)

L’ipotesi di rinnovo del nuovo contratto collettivo di lavoro dei dipendenti Rai, approvata dai lavoratori della radio e televisione pubblica la settimana scorsa, prevede tra le altre cose che in caso di morte di un dipendente, di un operaio, di un quadro o di un impiegato, l’azienda possa assumere il suo coniuge o la sua coniuge, o il figlio o la figlia maggiorenne. Lo ha scritto Aldo Fontanarosa sul sito di Repubblica e lo ha confermato al Post l’Unione Sindacale Giornalisti Rai (USIGRai), che però non ha partecipato direttamente alla contrattazione. L’ipotesi di rinnovo del contratto deve ancora essere firmata ufficialmente – succederà tra oggi e domani – ma è già stata sottoscritta dai sindacati e dall’azienda lo scorso 28 febbraio.

Il contratto collettivo potrebbe quindi subire ancora alcune modifiche, ha detto al Post una portavoce di USIGRai, ma è già stato commentato positivamente dal direttore generale Mario Orfeo e anche approvato dai lavoratori con un referendum. La parte che prevede l’assunzione di coniugi o figli in caso di morte di un dipendente, a quanto scrive Fontanarosa, si applica solo a «situazioni particolari adeguatamente certificate» – per il momento non meglio specificate – e «compatibilmente con le esigenze aziendali e in armonia con il Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione».

L’ereditarietà del posto di lavoro, a certe condizioni, è una formula prevista da molti contratti del settore privato ma molto più rara nel settore pubblico: in Rai, poi, si viene normalmente assunti passando per un concorso pubblico. Il nuovo contratto collettivo, una volta firmato, concluderà un vuoto contrattuale durato cinque anni, visto che il precedente era scaduto nel 2013. Il nuovo varrà per il quadriennio 2018-2022.

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