Dropbox si prepara a entrare in borsa

La quotazione è molto attesa e potrebbe portare a una valutazione di 7,5 miliardi di dollari, ma l'azienda vuole andarci piano

Dropbox, l’azienda statunitense che offre servizi per conservare i propri file online, si sta preparando per una delle quotazioni in borsa più attese di quest’anno. Ieri, lunedì 12 marzo, la società ha presentato i suoi piani per la quotazione, fissando un prezzo per le azioni tra i 16 e i 18 dollari. L’offerta pubblica iniziale potrebbe fruttarle circa 648 milioni di dollari, portandola a un valore di mercato intorno ai 7,5 miliardi di dollari. La stima è provvisoria, ma colloca Dropbox ben al di sotto delle precedenti previsioni degli analisti, che avevano ipotizzato 10 miliardi di dollari basandosi sulle grandi somme di denaro raccolte in questi anni dai finanziatori dell’azienda, soprattutto venture capitalist. La differenza dimostra quanto gli investitori tradizionali inizino a nutrire qualche diffidenza nei confronti delle startup di Internet che si quotano sui mercati, anche viste le recenti esperienze di Snapchat.

Fondata nel 2007, Dropbox è stata una delle prime aziende a offrire i cosiddetti “servizi cloud” per memorizzare i propri file e backup non sul computer, ma in centri dati collegati a Internet, rendendoli accessibili da qualsiasi altro dispositivo usando un account. All’epoca il servizio era già molto promettente e si racconta che avesse attirato l’attenzione di Apple e del suo cofondatore, Steve Jobs. Nel 2009 Apple fece un’offerta ai proprietari di Dropbox per rilevarla, ma fu gentilmente respinta. Jobs cercò di persuadere i suoi interlocutori, ricordandogli che se non avessero accettato avrebbero dovuto affrontare la diretta concorrenza di Apple. In mancanza di un accordo, Apple proseguì per la propria strada e infine realizzò iCloud.

Dropbox in questi anni ha resistito alla concorrenza di Apple e di altri grandi fornitori di servizi cloud, come Google e Amazon. Nel 2017 ha prodotto ricavi per 1 miliardo di dollari, ma ha comunque continuato a essere in perdita. Lo scorso anno ha perso circa 100 milioni di dollari. Per gli standard del settore tecnologico e delle startup una perdita di questo tipo – a fronte del volume di ricavi – è poca cosa e spiega l’interesse nei confronti dell’annunciata quotazione in borsa.

Quattro anni fa, in un momento di maggiore euforia negli investimenti e nelle valutazioni delle aziende della Silicon Valley, Dropbox aveva raggiunto una valutazione intorno ai 10 miliardi di dollari. Ora le società cercano di mantenere un profilo più basso e non ricevere valutazioni fuori scala, che possono poi rendere più complicata la loro collocazione in borsa. Lo svantaggio di avere valutazioni più basse viene compensato dall’avere una quotazione in borsa più adeguata, che espone meno al rischio di vedere il proprio titolo crollare nei primi mesi dopo l’ingresso nel mercato azionario.

Gli analisti prevedono comunque un alto interesse degli investitori per Dropbox, anche considerata la quantità di ingressi nei prossimi mesi, già confermati o potenziali. È molto attesa per esempio l’offerta pubblica iniziale di Spotify, il più importante servizio di musica in streaming al mondo, e c’è chi pensa che il suo arrivo in borsa potrebbe incentivare altre aziende con grandi valutazioni a fare altrettanto. Tra le più attese e che stanno valutando una quotazione ci sono anche Airbnb e Uber.

Stabiliti minimo e massimo del prezzo delle azioni, ora i responsabili di Dropbox potranno iniziare a cercare i potenziali investitori, interessati ad acquisire buona parte dei pacchetti azionari. La presentazione della società e delle sue azioni serve per attirare banche d’investimenti e altri grandi fondi, in modo da garantire una stabilità iniziale del prezzo delle azioni. Dropbox dovrà dimostrare di avere le potenzialità per ripetere i successi in borsa di Facebook, allontanando le inquietudini degli investitori per come sono andate le cose con Snapchat, che ha invece subito una sensibile riduzione del proprio valore in borsa dopo l’offerta pubblica iniziale.

Salvo contrattempi, Dropbox dovrebbe quotarsi a New York nel listino tecnologico del Nasdaq entro la fine della prossima settimana.

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