Spotify ha fatto domanda per quotarsi alla borsa di Wall Street

Spotify ha presentato domanda per quotarsi in borsa a Wall Street, negli Stati Uniti. La società è il più grande fornitore di musica in streaming in abbonamento al mondo, con oltre 71 milioni di iscritti paganti e altri 159 milioni di iscritti al modello gratuito, che consente di ascoltare un ampio catalogo di canzoni interrotte ciclicamente dalla pubblicità. Secondo le stime degli analisti, Spotify potrebbe raggiungere un valore di mercato intorno ai 23 miliardi di dollari a quotazione in borsa terminata. La società, fondata in Svezia, intende offrire le proprie azioni in modo diretto, seguendo quindi una procedura più rapida rispetto alle classiche offerte pubbliche iniziali. Questa scelta dovrebbe consentirle di quotarsi più rapidamente, anche perché al momento all’azienda non interessa più di tanto raccogliere un grande capitale con la sua iniziativa. Spotify ha circa il doppio degli iscritti paganti a Apple Music ed è molto apprezzata dagli utenti, ma negli anni ha faticato a produrre utili a causa delle costose licenze che deve pagare alle case discografiche.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.