Non è colpa del Rosatellum

Con qualsiasi sistema elettorale le scelte di voto degli italiani non avrebbero creato una chiara maggioranza, come mostra questo studio di YouTrend

Un facsimile della scheda elettorale (NiloGlock/Wikimedia)

Gli analisti di YouTrend – società che produce ricerche politiche e demoscopiche – hanno cercato di capire se la situazione di stallo parlamentare successiva al voto del 4 marzo, che come prevedibile non ha dato la maggioranza assoluta dei seggi a nessun partito o coalizione, si deve ai meccanismi della legge elettorale con cui abbiamo votato, il Rosatellum. Dopo il voto, infatti, alcuni opinionisti e politici hanno sostenuto che il Rosatellum sia stato scritto con lo scopo di creare un Parlamento ingovernabile (se non addirittura proprio azzoppare il Movimento 5 Stelle). Come mostrano questi dati, non è così: la distribuzione tripolare del voto degli italiani – che era tale anche prima dell’approvazione della legge – non avrebbe prodotto maggioranze chiare con nessun sistema elettorale, proporzionale, maggioritario o misto, spagnolo, tedesco o inglese.

Nonostante fosse data da mesi come il risultatopiù probabile delle elezioni, l’assenza di una maggioranza ha scatenato un coro di commenti da parte di molti osservatori, sia nel mondo della politica che in quello del giornalismo. Molti di questi commenti mettono nel mirino la nuova legge elettorale (il Rosatellum) e le forze politiche che l’hanno approvata: l’accusa è quella di aver prodotto uno “stallo programmato” approvando di proposito una legge elettorale che ostacolasse la formazione di una maggioranza. Queste considerazioni sono, va detto chiaramente fin da subito, di una superficialità sconcertante. Che lo stallo prodotto dalle elezioni di domenica scorsa sia dovuto al Rosatellum è una vera e propria bufala. Vediamo perché.

Prima di tutto, nessuna legge elettorale può prescindere dai risultati elettorali. Il meccanismo di trasformazione dei voti in seggi (una legge elettorale è essenzialmente questo) non può intervenire sui voti espressi dagli elettori: può soltanto usare metodi diversi per convertirli in seggi. Il risultato di queste elezioni è uno stallo per un semplice motivo: i voti si sono distribuiti in modo tripolare. “Tripolare” non vuol dire che ci sono tre poli che hanno avuto lo stesso numero di voti: vuol dire che ci sono tre poli di grandezza rilevante. Nello specifico, il primo polo (il centrodestra) ha avuto il 37% dei voti, il secondo (il Movimento 5 Stelle) il 32%, il terzo (il centrosinistra) il 23%. E non è certo stato il Rosatellum a far votare gli italiani in questo modo: le intenzioni di voto segnalavano che esisteva un tripolarismo già molti mesi prima che la legge fosse concepita e approvata.

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