• Moda
  • mercoledì 21 febbraio 2018

Cosa si è visto alle sfilate di Londra, oltre alla Regina

Le foto più belle della Settimana della moda britannica, con l'ultima sfilata dello stilista che ha riportato al successo Burberry

Caroline Rush, direttrice del British Fashion Council, la regina Elisabetta II, Anna Wintour e Angela Kelly, il 20 febbraio a Londra (YUI MOK/AFP/Getty Images)

Da mesi gli esperti di moda erano certi che l’evento più importante della London Fashion Week – la Settimana della moda in cui i marchi britannici presentano a Londra le collezioni autunno inverno 2018/2019 – sarebbe stata la sfilata di Burberry, l’ultima disegnata dallo stilista Christian Bailey, alla direzione creativa da 17 anni e artefice della sua rinascita: e invece è arrivata la Regina, a un’altra sfilata, e gli ha rubato la scena. Elisabetta II ha assistito in prima fila – con a fianco la direttrice di Vogue americano Anna Wintour – alla sfilata del britannico Richard Quinn, che martedì ha chiuso la Settimana della moda iniziata il 16 febbraio.

Ogni tanto il posto di Wintour era preso da Angela Kelly, che confeziona gli abiti della regina: per l’occasione un tailleur con gonna azzurrino con borsetta, scarpe e guanti neri, non proprio in linea con la collezione di Quinn, fatta di impermeabili di pelle con zip, caschi fluorescenti ed esagerati abiti floreali. Alla fine la regina gli ha consegnato il Queen Elizabeth II Award for British design, assegnato per la prima volta da Kelly insieme al sindacato degli stilisti britannici.

La sfilata di Burberry è stata comunque un successo. Bailey ha chiuso la sua collaborazione con un messaggio decisamente chiaro a sostegno della comunità LGBTQ (cioè le persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e queer): la sala era illuminata da un arcobaleno di luci colorate e in molti capi – una rassegna rivisitata di quelli che hanno fatto la storia dell’azienda – il classico color beige e la fantasia a scacchi identitaria di Burberry si alternavano con particolari arcobaleno, il colore simbolo del mondo gay. La sfilata, a cui erano presenti Naomi Campbell, Kate Moss e Keira Knightley, è stata chiusa da Cara Delevingne con un cappotto di pelliccia dall’esterno arcobaleno e dall’interno a scacchi, mentre suonava “I Feel Love”.

Christopher Bailey alla sua ultima sfilata, Londra, 17 febbraio 2018
(BEN STANSALL/AFP/Getty Images)

Si è parlato molto anche della sfilata di JW Anderson, che per la prima volta ha presentato insieme le collezioni uomo e donna, fatte di abiti resistenti, meno frivoli del solito ma non meno stravaganti; e di Simone Rocha, che allo stile sempre delicato e femminile ha aggiunto una maggiore attenzione ai tagli sartoriali. Due giovani stilisti da tenere d’occhio: Matty Bovan e Michael Halpern. Per finire, gli anni Ottanta sono spuntati in molte collezioni, come si era già visto con la Settimana della moda di New York e in particolare alla sfilata di Marc Jacobs: le modelle di Ashley Williams indossavano per esempio minigonne a balze, salopette colorate, felpe iridescenti e short mentre quelle di Gareth Pugh portavano tute in gessato e abiti dalle spalle larghissime.

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