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  • venerdì 16 febbraio 2018

E così vorresti fare un podcast?

Oggi va online la prima puntata del nuovo podcast del Post, che parla di una storia incredibile

Il primo ascolto del Postcast (Fox Photos/Getty Images)

Erano anni che lo dicevamo, tra mille altre idee e pensieri: perché non fare un podcast? Perché avevamo il nome perfetto, perché il peraltro direttore è anche uomo di radio, perché il peraltro vice ha esperienza in materia, ma anche perché ci piace da sempre cercare e provare nuovi modi per fare quello che facciamo al Post fin dal primo giorno, cioè dare le notizie, spiegare le cose, raccontare storie, cercare di capire il mondo. Come per tutte le cose, ci abbiamo messo un po’; come per tutte le cose in cui ci si mette un po’, ci siamo arrivati di rincorsa e trafelati e con molte cose da sperimentare. Ma ci siamo arrivati e da qui in poi possiamo fare grandi cose.

Quindi: la prima puntata del primo podcast del Post è pronta e sarà online a mezzogiorno di oggi. A mezzogiorno: come le sfide tra cowboy. Si parla di una storia incredibile e di cui in Italia si è parlato poco, quella di un uomo a processo da due anni a Palermo con l’accusa di essere una persona che probabilmente non è. E poi parliamo dei film da Oscar che stanno uscendo in questi giorni al cinema, così sapete cosa andare a vedere sabato sera. Parliamo insomma delle storie che interessano al Post e ai suoi lettori, cercando stavolta ascoltatori.

Il podcast lo troverete su Spreaker e su Apple Podcast, ma naturalmente anche su queste pagine: e in tutto questo è stata preziosa e insostituibile la collaborazione di Carlo Annese e di Piano P, che questo podcast del Post lo produce e per gran parte lo parla. Uscirà ogni settimana, di venerdì, almeno per un po’: è un esperimento, vedremo come va, vedremo cosa ne penserete.

Ah, il famoso nome. Si chiama Postcast. Pronunciato bene.

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