• Mondo
  • domenica 28 gennaio 2018

Hong Kong potrebbe mettersi a costruire caverne

Per ora è solo un ambizioso progetto, ma risponde a un problema molto concreto: è finito tutto lo spazio

A Hong Kong vivono più di sette milioni di persone su una superficie totale di poco più di mille chilometri quadrati (cinque volte la superficie dell’Isola d’Elba ma con una popolazione 225 volte più grande, per capirci). Vuol dire che è uno dei posti più densamente popolati al mondo, con una media di più di seimila abitanti per chilometro quadrato. L’area di Kowloon è la più densamente popolata al mondo: più di 40mila persone per chilometro quadrato. A tutto questo bisogna aggiungere che Hong Kong è costruita in parte su un’isola, è piena di montagne e circa il 40 per cento del territorio non è edificabile. È il motivo per cui le case sono piccolissime e costano in media 13mila euro al metro quadrato. Il problema è che la popolazione della città sta ancora crescendo e ha bisogno di spazio, ma lo spazio è praticamente finito.

Una delle soluzioni proposte per permettere alla città di continuare a crescere prevede la costruzione di caverne all’interno delle montagne. Non per metterci delle case, ma strutture di altro tipo: stanze server, depositi e magazzini, parcheggi, bacini idrici, laboratori e persino piscine. In modo che si liberi spazio da altre parti per creare nuovi alloggi. Il piano è stato proposto dal CEDD, il dipartimento per lo sviluppo e l’ingegneria civile e qualche settimana fa ha anche vinto un premio assegnato dall’International Tunnelling Association, battendo la concorrenza di un simile progetto israeliano per la costruzione di cimiteri sotterranei.

Il piano per la costruzione di caverne a Hong Kong permetterebbe di ricavare circa 10 chilometri quadrati di spazio e prevede al momento la realizzazione di 48 diversi “siti”: alcuni sottoterra, altri dentro le montagne. Il più piccolo dei 48 siti sarebbe grande 0,2 chilometri quadrati, il più grande sarebbe di circa 2 chilometri quadrati. E seguirebbe una tendenza già iniziata altrove nel mondo – gli archivi nazionali della Norvegia a Oslo sono stati costruiti sottoterra, e a Helsinki, in Finlandia, c’è una piscina sotterranea che può accogliere fino a mille persone – e tecniche già sperimentate anche a Hong Kong, dove, tra le altre cose, sono già sottoterra un deposito di esplosivi e alcune strutture per la raccolta e lo spostamento di rifiuti.

Tony Ho, ingegnere geotecnico del CEDD, ha detto che «tutta l’area piatta e urbana di Hong Kong è stata edificata e che il piano è «mettere cose dentro le caverne, per liberare così spazio prezioso per costruire altre cose, per esempio case». Ho ha anche spiegato che il progetto è ancora in fase iniziale e prima di poterne parlare più nel dettaglio bisogna procedere con altre verifiche. Anche perché «è un progetto così grande che non ci si possono permettere errori». Non ci sono nemmeno stime attendibili sul costo totale del progetto ma, ha scritto il Guardian, costruire sottoterra costa circa il doppio rispetto a costruire sulla terra. Parlando delle grotte di Hong Kong, Wired ha scritto che costruire sottoterra un parcheggio per 12 auto costerebbe in tutto circa 6,5 milioni di euro. In compenso, i siti ricavati nelle caverne sarebbero poco costosi da mantenere e raffreddare (a Hong Kong fa spesso molto caldo).

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.