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  • sabato 20 gennaio 2018

C’è un’altra risposta di Carlo De Benedetti a Eugenio Scalfari, sulla storia di Repubblica

Sull’edizione di sabato di Repubblica c’è una nuova risposta di Carlo De Benedetti, storico editore del quotidiano, a Eugenio Scalfari, che del giornale fu fondatore: i due stanno infatti litigando da alcuni giorni, da quando De Benedetti, ospite di Otto e mezzo, aveva detto che Scalfari è un ingrato e che il giornale ormai ha perso coraggio e rilevanza. Scalfari aveva poi risposto minimizzando il contributo economico dato da De Benedetti a Repubblica, spiegando che contribuì con «cinquanta milioni ad un capitale di 5 miliardi», e contestando la versione secondo cui avrebbe “salvato” il giornale quando De Benedetti e Silvio Berlusconi si contesero la proprietà di Mondadori. Oggi De Benedetti risponde a questo punto, scrivendo:

Nell’intervista che ha rilasciato ieri a Repubblica, Eugenio Scalfari ha completamente omesso un passaggio fondamentale della vita del Gruppo Espresso. A metà degli anni ’80, il Gruppo si trovava in una situazione tecnica di fallimento e l’avvocato Vittorio Ripa di Meana, legale e consigliere di amministrazione del gruppo, si rivolse al dottor Guido Roberto Vitale, allora amministratore delegato di Euromobiliare, per cercare una soluzione che ormai pareva veramente problematica. Il dottor Vitale, con un suo collaboratore, si inventò uno strumento molto in disuso nella finanza italiana, e cioè le fedi di investimento convertibili e mi propose di sottoscriverne 5 miliardi, cosa che io feci.

Successivamente convertii le fedi in azioni del Gruppo Espresso, diventandone azionista al 15 per cento, e entrai nel Consiglio di Amministrazione, del quale per 35 anni sono stato un membro. Infine, in occasione della guerra di Segrate Scalfari ne approfittò per vendere la sua modesta partecipazione e io gliela comperai versando 80 miliardi di lire. Quindi Scalfari, saltando a piè pari questo evento decisivo per il Gruppo, falsa (involontariamente?) la storia del Gruppo stesso che, confermo, ho salvato più di quarant’anni fa e questo non lo dico certo per vantarmi, ma per il rispetto della storia.

Insieme al comunicato di De Benedetti, ce n’è uno dell’assemblea di Repubblica, che si schiera dalla parte di Scalfari e del direttore Mario Calabresi e chiede che si metta fine alle polemiche per concentrarsi – «ognuno per la propria parte» – sugli interventi di miglioramento al quotidiano.