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  • martedì 16 Gennaio 2018

La Norvegia ha vietato l’allevamento di animali da pelliccia

Il governo norvegese ha stabilito che entro il 2025 sarà vietato nel paese l’allevamento di animali da pelliccia: verranno progressivamente chiusi i suoi 200-250 allevamenti di circa 61.000 visoni e 150.000 volpi. Il divieto è una delle condizioni chieste dal Partito Liberale, contrario alle pellicce, per entrare a far parte del governo di minoranza guidato dal Partito Conservatore della prima ministra Erna Solberg. L’allevamento di animali da pellicce è già stato vietato in Regno Unito (2000), Austria (2004), Paesi Bassi (la legge approvata nel 2013 sarà effettiva nel 2024) e Germania e Repubblica ceca, che hanno approvato una misura simile nel 2017.

Nel 1939 la Norvegia era il primo produttore di pellicce al mondo, con 20 mila allevamenti; la produzione è calata progressivamente fino ad arrivare al 2013, quando copriva solo il 3 per cento dei 7,3 milioni di pellicce di volpe, un mercato dominato dalla Cina per il 69 per cento e poi dalla Finlandia. Sempre nel 2013 la produzione norvegese di visoni era dell’1 per cento. Ora il paese esporta il 99 per cento della produzione, principalmente in Russia e in Cina. Gli allevamenti impiegano circa 400 persone  per un fatturato tra i 36 e i 52 milioni di euro l’anno: Sveinung Fjose, della società di consulenza Menon Business Economics ha detto che «non è un business molto redditizio in Norvegia e non colpirà molto l’economia norvegese».

Il trailer di Inside Fur, un documentario norvegese sugli allevamenti di animali da pelliccia:

Inside Fur – Trailer from Kudos Family on Vimeo.

Un allevamento di animali da pellicce a Gjovik, circa 100 chilometri da Oslo, nel 2010 (HEIKO JUNGE/AFP/Getty Images)