(LaPresse Torino/Archivio storico)
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  • mercoledì 13 Dicembre 2017

Giovannino Agnelli, che non diventò mai presidente della Fiat

Era il figlio di Umberto, per le sue capacità era considerato l'erede alla guida dell'azienda di famiglia, ma morì di cancro 20 anni fa

(LaPresse Torino/Archivio storico)

Il 13 dicembre 1997, vent’anni fa, morì di tumore Giovanni Alberto Agnelli, conosciuto da tutti come Giovannino e considerato l’erede naturale per la guida della Fiat, l’azienda di famiglia. Giovannino era figlio di Umberto, storico dirigente della Juventus e della Fiat, di cui assunse la presidenza nel 2003 dopo la morte del fratello Giovanni, “l’Avvocato”.

Giovannino Agnelli fu una delle persone più amate e rispettate della famiglia Agnelli, che dall’inizio del Novecento è la più potente e influente di Torino. Era nato nel 1964 ed era più giovane di una decina d’anni di Edoardo, figlio di Giovanni e in teoria principale candidato alla successione nella guida della Fiat. Edoardo fu però sempre piuttosto disinteressato alla carriera da dirigente e imprenditore, mentre Giovannino mostrò da subito un notevole talento imprenditoriale, e fu identificato da tutti come il naturale successore di suo padre.

Sua madre era Antonella Bechi Piaggio, erede dell’azienda produttrice della Vespa e dell’Ape, che nel 1965 passò sotto la proprietà degli Agnelli. I suoi genitori in seguito si risposarono ed ebbero altri figli, tra cui Andrea Agnelli, attuale presidente della Juventus e figlio di Umberto e Allegra Caracciolo di Castagneto. Frequentò le elementari al Collegio San Giuseppe di Torino, storica scuola frequentata dagli Agnelli, ma a dieci anni si trasferì con la madre negli Stati Uniti, dopo la separazione dei genitori.

Qui frequentò le scuole superiori in Tennessee e l’università alla Brown University di Providence, in Rhode Island, laureandosi in Relazioni internazionali. Tornò a Torino all’inizio degli anni Ottanta e fece il servizio militare come Carabiniere. Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta entrò alla Piaggio come dirigente, cominciò a farsi notare come brillante e capace, e anche a essere apprezzato per le sue qualità umane. Su di lui cominciarono a circolare anche storie che non sono mai state confermate, per esempio che appena tornato in Italia lavorò come operaio in una fabbrica Fiat sotto falso nome.

Nel 1993, a 29 anni, Giovannino Agnelli diventò presidente della Piaggio; poi entrò nel consiglio di amministrazione della Fiat. Nel 1996 si sposò con l’architetta americana Avery Howe. Nell’aprile del 1997, dopo quattro anni di apprezzata gestione della Piaggio, venne operato d’urgenza per un dolore all’intestino: scoprirono che si era ammalato di una rara forma di tumore. Morì per le complicazioni della malattia pochi mesi dopo, il 13 dicembre di quell’anno. Gianni Agnelli si dimise dalla presidenza della Fiat nel 1996. Nel 2003 Umberto Agnelli assunse brevemente la carica, seguito poi da Luca Cordero di Montezemolo e poi da John Elkann, figlio di Alain Elkann e Margherita Agnelli e cugino di Giovannino, che ricopre ancora oggi la carica.