Cyntoia Brown durante il suo processo a Nashville, in Tennessee, il 13 novembre 2012 (AP Photo/The Tennessean, Jae S. Lee)
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  • sabato 25 Novembre 2017

La storia di Cyntoia Brown, la carcerata di cui parlano Rihanna e LeBron James

A 16 anni fu costretta a prostituirsi, uccise un uomo che l'aveva portata a casa sua e fu condannata all'ergastolo: alcune celebrità ora vogliono aiutarla

Cyntoia Brown durante il suo processo a Nashville, in Tennessee, il 13 novembre 2012 (AP Photo/The Tennessean, Jae S. Lee)

Nell’ultima settimana negli Stati Uniti la storia di una donna che si trova in carcere da più di dieci anni è circolata moltissimo sui social network dopo che diverse celebrità, e in particolare la cantante Rihanna, ne hanno parlato. La donna si chiama Cyntoia Brown ed è stata condannata all’ergastolo nel 2006, in Tennessee, per aver ucciso un uomo, Johnny Allen, nel 2004. All’epoca Brown aveva 16 anni e veniva costretta a prostituirsi da un uomo che aveva conosciuto dopo essere scappata di casa. Allen l’aveva incontrata in un parcheggio e l’aveva portata a casa sua: la stessa dove poi Brown gli sparò, secondo la sua versione per legittima difesa. Oggi Brown ha 29 anni.

Il messaggio su Brown condiviso sui social network con l’hashtag #FreeCyntoiaBrown dice: «Immagina di essere stata costretta alla prostituzione a 16 anni da un pappone soprannominato “taglia-gola”. Dopo giorni in cui sei stata ripetutamente drogata e stuprata da uomini diversi, vieni acquistata da un predatore sessuale di bambini di 43 anni che ti porta a casa sua per usarti per il sesso. Finisce che trovi abbastanza coraggio per lottare, gli spari e lo uccidi. Vieni arrestata e conseguentemente processata e condannata come una adulta a passare tutta la vita in prigione. Questa è la storia di Cyntoia Brown. Potrà chiedere la libertà condizionale quando avrà 69 anni». Anche il giocatore di basket LeBron James, la modella Cara Delevingne e il rapper Snoop Dogg hanno diffuso la storia di Brown; Kim Kardashian ha detto di aver chiesto ai suoi avvocati di capire cosa si può fare per il caso della donna.

Brown è stata condannata all’ergastolo perché secondo l’accusa e la giuria che l’ha giudicata uccise Allen non per difendersi ma per derubarlo, dato che dopo avergli sparato lasciò casa sua prendendosi il suo portafogli. Visto il capo d’imputazione, l’accusa chiese e ottenne che Brown fosse processata come un’adulta e non come una minorenne. Gli avvocati di Brown non la fecero testimoniare in tribunale, ma aveva già raccontato la sua versione dei fatti durante le indagini nel 2004. Brown disse che, quando era a casa di Allen, si spaventò dopo aver visto un armadietto contenente delle armi. Si rifiutò di fare sesso con lui, e quando l’uomo mise un braccio sotto il letto su cui si trovavano si spaventò ulteriormente, pensando che stesse per prendere una pistola e spararle; allora prese una pistola nella sua borsa e lo uccise.

Della storia di Brown si era già parlato molto tra il 2011 e il 2012, dopo l’uscita del documentario sulla sua vita Me Facing Life: Cyntoia’s Story, che aveva convinto un gruppo di avvocati a occuparsi del suo caso e a cercare di far ridurre la sua pena. Questa prevede che a un certo punto Brown possa ottenere la libertà condizionale, ma soltanto quando la donna avrà compiuto 67 anni (il messaggio condiviso sui social network non è del tutto corretto).

Dal 2012 i nuovi avvocati di Brown stanno provando a insistere sui molti problemi che ebbe durante l’infanzia: la sua madre biologica era alcolizzata durante la gravidanza e per questo, secondo uno psichiatra infantile che l’ha seguita in carcere, Brown ha avuto dei ritardi nello sviluppo mentale. A due anni fu data in affidamento, non finì la scuola primaria e scappò di casa. A 16 anni viveva in un motel a Nashville, il capoluogo del Tennessee, insieme a un uomo di 24 anni, soprannominato “Kut Throat” (letteralmente “taglia-gola”) che la stuprava e la costringeva a prostituirsi.

I sostenitori di Brown la descrivono come una carcerata modello. In prigione la donna si è diplomata e laureata con la Lipscomb University, un college privato di Nashville che organizza lezioni in carcere. Tra i sostenitori di Brown c’è un deputato Repubblicano dello stato del Tennessee, Jeremy Faison, che dopo averla incontrata in carcere nel 2015 ha cominciato a impegnarsi per ottenere un suo rilascio anticipato. L’anno scorso Faison ha proposto un disegno di legge che permetterebbe di rivedere i casi dei minorenni condannati all’ergastolo dopo 15 anni di carcere, ma la proposta non ha avuto successo.