Oggi c’è l’udienza per l’incandidabilità di Berlusconi alla Corte europea dei diritti dell’uomo

La sentenza non dovrebbe però arrivare in tempo per le elezioni

Oggi la Corte europea dei diritti dell’uomo esaminerà il caso dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che fece ricorso alla Corte nel 2013 in seguito alla sua decadenza da senatore. La Corte potrebbe decidere di annullare gli effetti della cosiddetta “legge Severino”, che al momento impedisce a Berlusconi di candidarsi alle elezioni politiche, ma è improbabile che la sentenza arrivi prima della primavera 2018,  quando dovrebbero tenersi le prossime elezioni.

Berlusconi decadde da senatore in seguito alla sua condanna in via definitiva a 4 anni di reclusione per evasione fiscale nell’ambito del processo Mediaset (tre anni sono stati “scontati” grazie all’indulto del 2006). La cosiddetta “legge Severino” prevede la decadenza – e la successiva incandidabilità – dei parlamentari condannati in via definitiva per alcuni particolari reati, compreso quello per cui è stato condannato Berlusconi. L’incandidabilità dura per sei anni, quindi nel caso di Berlusconi fino al 2019.

Nei suoi argomenti difensivi – qui riassunti dalla Corte – Berlusconi sostiene l’invalidità della leggere Severino soprattutto perché fu applicata in maniera retroattiva, ricordando l’articolo 25, comma 2 della Costituzione italiana secondo cui «nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso».

La Corte – che non è un organo dell’Unione Europea, ma del Consiglio d’Europa– si compone di 17 giudici, mentre il team di Berlusconi è composto da 8 persone: quattro avvocati e quattro consiglieri. La sentenza della Corte dovrebbe arrivare fra un anno circa e non sarà appellabile, ma secondo i giornali già questa sera potrebbero uscire delle indiscrezioni su qual è l’orientamento dei 17 giudici.

(ANSA/CLAUDIO PERI)

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