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  • martedì 21 novembre 2017

La Russia ha confermato l’aumento anomalo di un elemento radioattivo nell’aria segnalato dalle agenzie per l’ambiente europee

Il servizio meteorologico della Russia (Rosgidromet) ha confermato di avere rilevato contrazioni “estremamente alte” dell’isotopo radioattivo rutenio-106 in alcune aree del paese a fine settembre, offrendo per la prima volta qualche conferma alle segnalazioni delle agenzie per l’ambiente di diversi paesi europei. Il rutenio-106 è un prodotto della fissione nucleare, il processo utilizzato nelle centrali atomiche per produrre energia elettrica, e può anche essere il risultato dell’utilizzo delle radiazioni in ambito medico. Rosgidromet ha confermato di avere riscontrato livelli anomali di rutenio-106 tra il 25 settembre e il primo ottobre in alcune stazioni di rilevamento nella regione di Čeljabinsk, che si estende tra la Siberia occidentale e gli Urali meridionali. La quantità di rutenio-106 rilevata nel periodo era 986 volte superiore rispetto al normale. Il Rosgidromet non ha diffuso informazioni sulla causa dell’aumento dei livelli dell’isotopo radioattivo nell’aria, ma una delle stazioni di rilevamento è vicina all’impianto di Mayak, nel quale 60 anni fa si registrò un grave incidente nucleare: oggi lo stabilimento è utilizzato per il trattamento del materiale nucleare utilizzato nei processi di fissione in altre centrali. L’organizzazione ambientalista Greenpeace ha chiesto all’agenzia atomica della Russia (Rosatom) di fare chiarezza e di avviare un’indagine per chiarire quale sia stata la causa dell’aumento di rutenio-106 nell’aria.

Un'immagine diffusa il 10 novembre dall'IRSN, agenzia francese che si occupa di sicurezza nucleare, mostra la presenza di rutenio 106 in Europa (IRNS via AP)

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