• Mondo
  • lunedì 20 Novembre 2017

Il presidente israeliano Rivlin ha rifiutato la grazia al soldato israeliano che nel 2016 uccise un attentatore palestinese già reso inoffensivo

Il presidente israeliano Reuven Rivlin ha respinto la richiesta di grazia per Elor Azaria, condannato a 18 mesi di prigione per aver ucciso il palestinese Abdel Fattah al Sharif, responsabile di una aggressione armata, quando era già ferito e inoffensivo. L’omicidio era avvenuto nel marzo del 2016: il sergente del corpo medico dell’esercito israeliano Elor Azaria si era avvicinato a un palestinese rimasto ferito dopo aver cercato di accoltellare un militare in un quartiere della città di Hebron, in Cisgiordania. Da una distanza di due metri, mentre la situazione era già sotto controllo ed erano già arrivate le ambulanze, Azaria aveva sparato un colpo alla testa del palestinese, che era steso a terra e immobilizzato dalla ferita, e lo aveva ucciso. La scena era stata ripresa da un video che era circolato moltissimo e del caso si era parlato per giorni in tutto il mondo.

Per l’esercito israeliano i soldati possono uccidere un’altra persona se si sentono minacciati, ma questo non era il caso di Azaria che, come mostra il video e come hanno stabilito i giudici che lo hanno condannato lo scorso febbraio per “omicidio volontario”, aveva sparato con l’intento di uccidere. Il presidente Rivlin ha preso la sua decisione andando contro il parere del ministro della Difesa, Avigdor Lieberman, che aveva invece raccomandato di accettare la richiesta di grazia. Anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva chiesto che Azaria venisse graziato.

Un momento del video in cui si vede Azaria sparare un colpo alla testa del palestinese, che era steso a terra e immobilizzato dalla ferita (YouTube)