Kevin Spacey è stato accusato di aver molestato un 14enne nel 1986

Ha diffuso un comunicato in cui si scusa, dice di non ricordare l'episodio e dichiara di essere gay, per la prima volta pubblicamente

(Mike Coppola/Getty Images for Tribeca Film Festival)

L’attore statunitense Kevin Spacey ha diffuso questa notte un comunicato per scusarsi con l’attore Anthony Rapp, che lo ha accusato di averlo molestato sessualmente quando aveva 14 anni, e nello stesso comunicato ha detto pubblicamente per la prima volta di essere gay.

In un’intervista con il sito americano di news BuzzFeed, il 46enne Anthony Rapp ha raccontato che nel 1986 era stato invitato da Spacey nel suo appartamento di New York per una festa, al termine della quale Spacey lo aveva spinto sul letto e gli si era messo sopra bloccandolo con forza e in modo apertamente sessuale. Rapp, che all’epoca aveva 14 anni, ha raccontato che dopo un primo momento di panico era riuscito a divincolarsi, a chiudersi in bagno e poi a lasciare la casa. Ha aggiunto di non aver mai più parlato della cosa fino a oggi, nonostante il dolore che gli ha causato per tutto questo tempo, e di aver deciso di farlo adesso dopo aver osservato il coraggio delle molte donne che hanno accusato altri uomini – spesso potenti e influenti – di molestie sessuali.

Kevin Spacey – che nel 1986 aveva 26 anni e non aveva ancora raggiunto l’enorme fama che ha oggi – ha diffuso un comunicato poco dopo la pubblicazione dell’articolo. Spacey ha detto di non ricordarsi dell’incontro, che sarebbe avvenuto trent’anni fa, ma di volersi scusare con Rapp qualora si fosse davvero comportato così.

Ho molta ammirazione e rispetto per Anthony Rapp come attore. Sono rimasto sconvolto leggendo la sua storia. Onestamente non ricordo l’incontro di cui parla, che sarebbe successo più di 30 anni fa. Ma se mi sono comportato davvero come dice lui gli devo le più sincere scuse per quello che sarebbe un comportamento profondamente inappropriato e motivato da ubriachezza, e sono dispiaciuto per i sentimenti che ha raccontato di aver portato con sé per tutti questi anni.

Spacey ha poi aggiunto che il racconto di Rapp lo ha convinto a parlare apertamente di altri aspetti della sua vita su cui fino a oggi aveva mantenuto grande riserbo, e su cui circolano da anni voci e pettegolezzi, dicendo pubblicamente per la prima volta di essere gay.

Questa storia mi ha incoraggiato a parlare di altri aspetti della mia vita. So che ci sono molte storie in giro su di me e che molte sono state ingigantite dal fatto che io sia stato così protettivo della mia privacy. Come sanno le persone a me più vicine, nella mia vita ho avuto relazioni con donne e uomini. Ho amato e avuto incontri romantici con uomini per tutta la mia vita, e ora ho deciso di vivere apertamente come gay. Voglio affrontare la cosa apertamente e onestamente e il primo passo è analizzare i miei comportamenti.

Il comunicato di Spacey, che mette insieme le scuse per un’accusa grave come quella di molestie su un 14enne e il suo coming out, è stato molto criticato. Dan Savage, giornalista e attivista LGBTQ tradotto in Italia da Internazionale, ha scritto su Twitter che “non c’è nessuno stato di ubriachezza o di omosessualità segreta che possa giustificare delle molestie su un 14enne”, lamentando come la notizia fosse diventata il coming out di Spacey invece che le molestie su un minorenne.

Frank Rich, scrittore e produttore della serie tv di HBO Veep, ha ribadito lo stesso concetto scrivendo che il comunicato di Spacey serviva a cambiare argomento e che le accuse di Rapp sono molto serie: “pedofilia”.

Altri ancora hanno insistito su come Spacey sembri voler motivare il suo comportamento nei confronti di Rapp con la sua omosessualità, dicendo che è un comportamento irresponsabile e che in una certa misura fa sembrare che per una persona gay sia normale molestare un 14enne.

Lo ha spiegato il critico cinematografico di Vanity Fair Richard Lawson in una serie di tweet.

«La psicologia dell’omosessualità segreta è crudele e autolesionista. Che Spacey abbia avuto a che farci per così tanti anni è triste. Ma 14 anni sono 14 anni».

«Dire pubblicamente di essere gay non è la stessa cosa che dire pubblicamente di aver assalito sessualmente un 14enne. Mettere le due cose insieme è disgustoso».

«Questo espone la comunità gay alle solite vecchie critiche e teorie del complotto».

«La strada che abbiamo dovuto fare per affrancarci dall’idea diffusa che fossimo tutti pedofili è molta».

«Che una persona famosa scelga di rispondere a certe accuse tirando in ballo la sua omosessualità segreta è così crudele per tutti quelli della comunità gay da far male».

«Come osi chiamare in causa tutti noi».

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