Simone Inzaghi, allenatore della Lazio (LaPresse/Massimo Paolone)
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  • giovedì 26 Ottobre 2017

Cosa c’è dietro al gran momento della Lazio

Contro il Bologna ha vinto la sua settima partita di fila, in questa stagione ha perso una sola volta e sembra poter andare avanti così

Simone Inzaghi, allenatore della Lazio (LaPresse/Massimo Paolone)

Con la vittoria per 2-1 contro il Bologna nell’ultimo turno infrasettimanale della Serie A, la Lazio di Simone Inzaghi ha ottenuto la sua settima vittoria di fila tra campionato e coppa, restando terza in classifica a pari merito con la Juventus. Nelle ultime sette vittorie, tutte ampiamente meritate, ha segnato 21 gol subendone solamente 4. E uno dei gol subiti è stato un autogol. La squadra di Simone Inzaghi non può più essere considerata una sorpresa, perché già l’anno scorso ha fatto vedere cose notevoli e raggiunto livelli inaspettati: in questa stagione sta riuscendo addirittura a migliorarsi, come testimoniano i risultati ottenuti fin qui, e per ora sembra stia gestendo molto bene anche l’impegno in più dell’Europa League. Una cosa non scontata per una squadra che in passato ha avuto difficoltà a giocare parallelamente più competizioni.

Ieri sera, contro il Bologna, la Lazio ha controllato la partita per l’intero primo tempo. Ha segnato due gol e colpito quattro pali, tre dei quali con Ciro Immobile, il capocannoniere della Serie A, che sbagliando un rigore non è riuscito a segnare il suo settimo gol nelle ultime quattro partite. Nel secondo tempo la squadra ha probabilmente subìto un calo di concentrazione, e nei primi minuti ha concesso un gol al Bologna con un autorete di Senad Lulic. Poi però ha gestito il vantaggio fino al termine, sprecando almeno due azioni da gol che avrebbero potuto chiudere definitivamente l’incontro.

Negli ultimi anni la Lazio ci ha abituato a un andamento molto altalenante, che è sembrato quasi ripetersi seguendo uno schema: ad un’ottima stagione solitamente ne seguiva una deludente, al termine della quale cambiavano giocatori e allenatori e il ciclo ripartiva. Un anno bene. Uno male. Così la Lazio è rimasta sempre ferma fra la metà alta della classifica e la zona Europa League, senza miglioramenti significativi, e i suoi tifosi hanno spesso contestato la presidenza di Claudio Lotito, lasciando spesso che la squadra giocasse in uno stadio semi-deserto. È questo il principale motivo per cui la squadra spesso non viene inclusa fra le “grandi” della Serie A.

Quest’anno, tuttavia, grazie ad un allenatore che in pochi mesi ha dimostrato di essere uno dei migliori emergenti del calcio italiano e a una squadra che pur avendo alcuni punti deboli, dispone di almeno cinque o sei giocatori di alto livello, la Lazio sta mantenendo un ritmo elevatissimo.

Uno dei giocatori rivelazione di questo inizio stagione — non solo della Lazio ma di tutta la Serie A — è lo spagnolo Luis Alberto, che dopo le difficoltà avute nei suoi primi mesi in Italia, da quest’estate si è rivelato fondamentale per la squadra. È capace di giocare in tre ruoli diversi, garantendo sempre ottime prestazioni, e ha finito con il prendersi definitivamente il posto di trequartista titolare. Luis Alberto, acquistato dal Liverpool più di anno fa, con i suoi cinque assist e l’alta percentuale di passaggi riusciti, è una delle ragioni dietro l’impressionante inizio di stagione di Ciro Immobile, che con 17 gol in 14 partite è uno dei migliori centravanti d’Europa. E non bisogna dimenticarsi di Sergej Milinkovic-Savic, autore del gol del vantaggio a Bologna e di una doppietta in Europa League contro il Nizza. Ha 22 anni e l’intelligenza tattica e la qualità tecnica di un giocatore esperto: per molti è destinato a diventare uno dei centrocampisti più forti d’Europa.

A questi si aggiungono il brasiliano Lucas Leiva, che a centrocampo ha preso il posto di Lucas Biglia ed è già diventato fondamentale, le qualità atletiche di Marco Parolo e la presenza in difesa di uno dei migliori centrali in circolazione, l’olandese Stefan De Vrij.

La Lazio di Simone Inzaghi non improvvisa niente, riesce ad interpretare al meglio ogni partita e le otto vittorie in dieci partite di campionato sono la dimostrazione diretta della sua qualità: la squadra è stata capace di vincere meritatamente all’Allianz Stadium di Torino tenendo testa ad una squadra come la Juventus per almeno un’ora e un quarto di gioco. Nelle ultime partite di campionato ha forse risentito degli impegni settimanali in Europa League, come nel primo tempo contro il Sassuolo, ma è riuscita sempre a trovare un modo per uscirne bene. Proprio in Europa League, la Lazio ha concluso il girone di andata a punteggio pieno, dopo aver vinto l’ultima partita contro il Nizza, ed è a un passo dalla qualificazione anticipata, che le darebbe la possibilità di giocarsi le ultime partite senza pressioni, magari schierando le riserve per far riposare i titolari senza perdere nulla.