Pep Guardiola e Maurizio Sarri
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  • martedì 17 Ottobre 2017

Quanto si somigliano Napoli e Manchester City

Guardiola e Sarri sono allenatori che hanno molto in comune: stasera si affrontano in una delle partite più attese del calcio europeo

Pep Guardiola e Maurizio Sarri

La partita di UEFA Champions League che stasera Manchester City e Napoli giocano all’Etihad Stadium di Manchester è probabilmente la più attesa fra quelle in programma tra oggi e domani, e una delle più interessanti anche dell’intera stagione calcistica europea. Lo è perché in questo momento, con il Barcellona reduce da alcuni grossi cambiamenti, il Real Madrid in leggera fase calante e il Bayern Monaco che viene da un inizio di stagione travagliato, non ci sono altre squadre in Europa che sappiano mettere insieme una vittoria dietro l’altra giocando così bene come stanno facendo il Manchester City di Pep Guardiola e il Napoli di Maurizio Sarri.

Il City è in testa alla Premier League con 7 vittorie e 1 pareggio su 8 incontri disputati, con 29 gol segnati e solamente 4 subiti. Il Napoli è primo in Serie A ed è l’unica squadra europea che dopo 8 giornate di campionato non ha perso nemmeno un punto: ha vinto 8 partite su 8, segnando 26 gol e subendone solamente 5.

I risultati ottenuti fin qui dalle due squadre sono il frutto del lavoro che Guardiola e Sarri hanno svolto negli ultimi anni, seppur con percorsi e mezzi differenti. City e Napoli ora sono due squadre che giocano a calcio come poche altre lo hanno fatto negli ultimi decenni, e Guardiola e Sarri possono essere definiti due allenatori della stessa “scuola”. Per questo motivo l’incontro di stasera è così atteso.

City e Napoli sono divise dal tasso tecnico, a favore della prima, e dalle capacità atletiche, più sviluppate nel City, ma entrambe preferiscono tenere a lungo il possesso della palla, che spesso può superare anche il 60 per cento del tempo giocato in una partita. Per Guardiola e Sarri il possesso palla è fondamentale per mettere in atto i principi del gioco di posizione, ovvero l’insieme di istruzioni – che vanno dal movimento omogeneo dei giocatori in campo alla fitta rete di passaggi, effettuati il più rapidamente possibile – che se ben applicate, a partire dalla difesa, servono a superare e poi a generare superiorità numerica dietro le linee di pressione degli avversari. Il gioco di posizione praticato permette loro di mantenere sempre un proprio ordine in campo, che va a rompere quello degli avversari, i quali, a quel punto, subiscono quasi inermi il loro gioco (la risposta varia ovviamente in base alla qualità).

Questa azione, per esempio, è esemplare del gioco del Napoli di Sarri, che al terzo anno ha raggiunto una conoscenza decisamente elevata di tutte le fasi di una gara: i giocatori agiscono quasi a memoria, sanno come aiutarsi e nel corso delle stagioni sono stati istruiti per gestire al meglio la maggior parte delle situazioni che si vengono a creare durante una partita.

Nel video qui sotto, invece, è il Manchester City che, dopo aver rubato palla allo Stoke City nell’ultima partita di Premier League, attira il pressing avversario per poi portarsi in attacco tramite una lunga ma rapida sequenza di passaggi. I giocatori dello Stoke non riescono nemmeno ad avvicinarsi alla palla, e vengono aggirati al punto che Sterling fa gol praticamente a porta scoperta. Quella partita il City l’ha vinta 7-2.

 

Quando gli avversari sono mal disposti in campo, magari dopo essersi portati in attacco, il Napoli sfrutta anche il gioco rapido in verticale, come in questa azione contro la Lazio, che però riesce a riorganizzarsi prima che si trovi una via verso la porta. La palla comunque rimane al Napoli, che pur ripartendo dalla propria difesa e con la Lazio schierata, riesce comunque a concludere l’azione segnando il gol del vantaggio con Callejon.

Il City riproduce azioni così prolungate con la stessa facilità. In questa partita di Coppa di Lega contro il West Bromwich, Leroy Sane porta in vantaggio la squadra al terzo minuto di gioco al termine di una azione in cui il City produce addirittura 52 passaggi consecutivi.

Le due squadre, quando perdono la palla, sono sempre ben disposte in campo e organizzate alla perfezione. Possono dare l’idea di essere sbilanciate in alcune loro azioni, ma in realtà non lo sono mai. Difficilmente vengono prese in contropiede.

«Lo ritengo in questo momento l’allenatore più forte in attività. Ritengo che fra qualche tempo, questi anni saranno ricordati come quelli di Guardiola: segnerà un’epoca. E l’ultimo che lo ha fatto credo sia stato Sacchi 25-30 anni fa. Questa è l’opinione che ho di lui, e se Guardiola ha una buona opinione di me mi fa un piacere enorme». Manchester City-Napoli è l’incontro tra Guardiola e Sarri, due allenatori che si stimano moltissimo, come si può capire dai loro stili di gioco e da quello che hanno detto nelle interviste date in questi giorni: è da giorni che Guardiola definisce il Napoli una delle migliori squadre d’Europa, addirittura la migliore se si parla di costruzione di gioco e circolazione della palla.

Per tutti questi motivi, Manchester City-Napoli è probabilmente una delle partite più interessanti che il calcio europeo avrà da offrire quest’anno. Dalla partita di stasera si potranno capire tante cose: quanto conti il grande divario economico che divide le due squadre, il quale si riflette poi sul tasso tecnico a favore del City; quale delle due squadre abbia assimilato meglio il gioco proposto dai loro allenatori; come reagirà il Napoli a una partita dai ritmi più intensi, giocata in uno stadio inglese, nel mezzo di una settimana in cui tre giorni fa ha giocato contro la Roma e sabato sarà impegnata contro l’Inter, con il primo posto della Serie A in palio.