(GIANLUIGI GUERCIA/AFP/Getty Images)
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  • domenica 15 ottobre 2017

Un aereo commerciale è atterrato per la prima volta a Sant’Elena

La piccola isola dove è morto Napoleone, celebrata da diverse guide di viaggio, spera così di iniziare a fare soldi col turismo

(GIANLUIGI GUERCIA/AFP/Getty Images)

Sant’Elena è un’isola grande quanto la metà dell’isola d’Elba che sta nel sud dell’oceano Atlantico, in un posto piuttosto sperduto, a circa duemila chilometri dalla costa africana. È nota soprattutto perché ci è morto Napoleone Bonaparte, che si trovava lì in esilio dalla battaglia di Waterloo. Sant’Elena ha circa quattromila abitanti e, da qualche tempo, un aeroporto. Ieri, sabato 14 ottobre, è stata raggiunta per la prima volta nella sua storia da un aereo commerciale. Gli abitanti sperano che d’ora in poi l’isola sia sempre più frequentata dai turisti: per il momento, le guide turistiche la celebrano infatti come un posto bellissimo e praticamente isolato dal resto del mondo.

Il volo è stato effettuato dalla compagnia sudafricana Airlink ed è partito da Johannesburg, in Sudafrica. Dopo aver fatto sosta in Namibia ha portato a Sant’Elena 78 passeggeri. Il viaggio in tutto è durato in tutto sei ore. Per arrivare a Sant’Elena, nel 1815, Napoleone ci aveva messo 10 settimane. Fino a ieri, l’unico modo per arrivare sull’isola era con una nave postale dopo un viaggio di cinque giorni con partenza da Cape Town, in Sudafrica.

La nave da Cape Town fermava a Sant’Elena ogni quattro settimane e costava alcune migliaia di euro; i voli da Johannesburg saranno settimanali e costeranno un po’ di meno: i biglietti di quello del 14 ottobre costavano un migliaio di euro ma si pensa che il costo potrebbe scendere fino a circa 300 euro. La nave postale, comunque, smetterà di  fare sosta a Sant’Elena da febbraio.

Alcuni giornali britannici hanno però parlato dell’aeroporto come del “più inutile al mondo“. Essendo Sant’Elena un territorio britannico, i lavori per la costruzione dell’aeroporto sono stati finanziati dal Regno Unito. È stato finanziato dal DFID, il dipartimento britannico per gli aiuti internazionali, ed è costato più di 300 milioni di euro: circa 50mila euro per ogni abitante dell’isola. Lisa Phillips, la governatrice dell’isola, ha però detto che oltre a far crescere il turismo, nei mesi in cui non era aperto ai voli commerciali è stato fondamentale in alcune situazioni di emergenza medica.

L’aeroporto avrebbe dovuto essere inaugurato nel 2016 ma tutto fu rinviato perché ci si accorse che i forti venti avrebbero reso particolarmente difficili decollo ed atterraggio. Il progetto è stato leggermente modificato, e sono stati introdotti anche dei parametri per gli aerei, che devono avere un determinato numero di passeggeri per avere il giusto peso. L’aeroporto è costato tanto anche perché un altro luogo più comodo in cui realizzarlo era stato scartato perché troppo vicino a dove si riproducono i corrieri di Sant’Elena: una specie di uccelli, simili al piviere, che vive solo lì.

Sant’Elena fu scoperta dai portoghesi nel Sedicesimo secolo, ed era disabitata. I britannici ci si insediarono nel 1658 e la usarono soprattutto per farci sosta nei loro viaggi in nave e, in seguito, per mandarci i prigionieri delle guerre che combatterono in Sudafrica.

Oltre agli appassionati di ornitologia e di storia – c’è un cimitero con le tombe di migliaia di prigionieri Afrikaneer, e i luoghi in cui Napoleone è stato o ha fatto cose – Sant’Elena potrebbe diventare meta delle vacanze di chi è appassionato di passeggiate, giri in mountain bike e immersioni. Si dice che nelle acque intorno all’isola la visibilità sia di circa 30 metri, e  che sia uno dei pochi posti al mondo in cui è possibile avvistare gli squali balena. Bloomberg ha scritto che tra le cose da vedere sull’isola ci sono anche Jonathan, «una tartaruga di 185 anni», la più lunga scalinata dritta al mondo e «un campo da golf da due buche, che i giocatori percorrono cercando di evitare le capre che ci pascolano». C’è anche una distilleria: si produce il Tungi, un forte alcolico a base di fichi d’India.

Tra il maggio 2016 e il maggio 2017 Sant’Elena ha avuto 3.975 turisti e il Guardian ha parlato di un rapporto del 2011 in cui il governo diceva di voler puntare, grazie all’aeroporto, a 30mila turisti l’anno.

Ci sono almeno altre due cose da sapere se state facendo un pensierino a una vacanza a Sant’Elena. La prima è che da quelle parti il tempo non sembra essere granché: Napoleone scrisse per esempio che c’erano sempre così tante nuvole che si faceva fatica a vedere il sole o la Luna. La seconda, se non vi interessa l’abbronzatura, è che vi conviene prenotare in anticipo anche l’alloggio. Sull’isola ci sono pochi Bed&Breakfast e privati che affittano stanze: la breve lista è disponibile sul sito dell’ufficio del turismo di Sant’Elena.

L’isola si è comunque attrezzata per l’arrivo dei turisti: è passata dall’offrire qualche decina di stanze ad averne a disposizione più di 100, e a inizio ottobre aprirà un hotel di lusso con 30 stanze in tre diversi edifici in architettura georgiana.

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