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  • martedì 10 Ottobre 2017

Oggi tutti i sindacati dei dipendenti pubblici francesi sono in sciopero

È la prima volta in 10 anni che sono tutti uniti: protestano contro la riforma del lavoro di Macron

I sindacati dei dipendenti pubblici francesi, solitamente litigiosi e frammentati, hanno unito le forze e indetto per oggi uno sciopero generale per protestare contro la nuova legge sul lavoro del presidente Emmanuel Macron e in generale contro le loro condizioni di lavoro e l’opinione diffusa di «essere un peso e non una ricchezza per il paese», come ha detto Laurent Berger, a capo della Confédération française démocratique du travail (CFDT).

È la prima volta da dieci anni che i nove principali sindacati, che rappresentano 5,4 milioni di funzionari pubblici, si uniscono per protestare in modo compatto: ci saranno 130 manifestazioni in tutto il paese e lo sciopero riguarderà le scuole, gli ospedali e gli uffici pubblici, mentre il trasporto pubblico funzionerà regolarmente; Air France ha detto che garantirà tutti i voli a lunga percorrenza e limiterà del 30 per cento quelli a breve e media distanza. I sindacati protestano, tra le altre cose, contro il piano del governo di tagliare 120mila posti di lavoro, rendere più complicato ottenere un permesso per malattia e di congelare gli stipendi per il 2018, anziché aumentarli come richiesto.

La riforma Macron vuole rendere più flessibile il mercato del lavoro francese, molto regolamentato dai sindacati, e prevede sostanzialmente cinque punti: maggiore possibilità di derogare ai contratti nazionali a livello aziendale, un nuovo limite ai rimborsi che possono ricevere i lavoratori per i licenziamenti senza giusta causa, maggiori possibilità per le aziende di assumere e licenziare, una liberalizzazione dei contratti a tempo determinato e una semplificazione della rappresentanza sindacale nelle aziende più grandi. Queste novità hanno tutte lo scopo di spostare la contrattazione dal livello centrale a quello aziendale e di indebolire il potere contrattuale dei sindacati. Secondo i critici il risultato della riforma saranno contratti di lavoro meno vantaggiosi per i lavoratori, secondo i sostenitori la contrattazione risulterà più flessibile e le aziende avranno maggiori incentivi ad assumere dipendenti.

Nel frattempo dopo un momento di crisi in estate, la popolarità di Macron è in risalita: l’indice di gradimento è aumentato di tre punti arrivando al 40 per cento a settembre, riporta Bloomberg; sempre stando ai sondaggi, il 45 per cento dei francesi ritiene le sue politiche di centro, il 40 per cento dice che sono troppo di destra, il 14 per cento che sono troppo di sinistra.

Il presidente francese Emmanuel Macron (Ludovic Marin, Pool via AP)