(MARCO LONGARI/AFP/Getty Images)
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  • venerdì 4 Agosto 2017

Il Ruanda prima delle elezioni, nelle foto di Marco Longari

Un pluripremiato fotoreporter italiano ha fotografato la campagna elettorale in vista del voto di oggi: Paul Kagame otterrà un terzo mandato

(MARCO LONGARI/AFP/Getty Images)

Il 4 agosto in Ruanda – una piccola nazione montuosa e senza sbocchi sul mare dell’Africa centro-orientale – si vota per eleggere un nuovo presidente. Paul Kagame, che è in carica dal 2000, si è ricandidato per un terzo mandato a seguito di un referendum da lui voluto nel 2015 e molto contestato: oltre il 98 per cento della popolazione aveva comunque votato a favore di una modifica costituzionale per estendere il limite dei mandati presidenziali. Gli altri due candidati sono Frank Habineza, a capo del Partito Democratico dei Verdi, all’opposizione e in esilio dal 2010 al 2012, e Philippe Mpayimana, ex giornalista e candidato indipendente. Secondo i sondaggi è in vantaggio Kagame, che se dovesse vincere resterà in carica fino al 2024.

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Kagame ebbe un ruolo nella storia più recente e conosciuta del Ruanda. Il 6 aprile del 1994 l’aereo che trasportava il presidente e dittatore del Ruanda Juvénal Habyarimana, al potere dal 1973 e di etnia hutu, fu abbattuto da un razzo. La morte del presidente Habyarimana diede inizio – ma fu un pretesto, secondo molti – al genocidio compiuto dagli hutu contro la minoranza dei tutsi, ritenuta responsabile dell’attentato. Nel giro di 100 giorni, dal 7 aprile alla metà di luglio del 1994, furono uccise almeno un milione di persone, ci furono decine di migliaia di stupri e di bambini arruolati come soldati. A luglio le milizie tutsi riunite nel RPF, guidate da Paul Kagame, deposero il governo degli hutu e misero fine al massacro. Kagame divenne il presidente provvisorio del paese, fu eletto democraticamente nel 2003 e rieletto nel 2010. Dalla fine del genocidio Kagame è considerato una specie di “salvatore” del paese. Quelle di oggi sono le terze elezioni dal genocidio del 1994.

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Da quando Kagame è salito al potere nel 2000 – dopo aver guidato l’esercito di ribelli che ha posto fine al genocidio del 1994 – l’economia del paese è cresciuta in media del 7,6 per cento l’anno. Secondo la Banca Mondiale, il Ruanda è uno dei paesi in cui è più facile fare investimenti.

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Il voto per le presidenziali è cominciato in realtà il 3 agosto con i 44 mila cittadini ruandesi residenti all’estero. Oggi, venerdì 4 agosto, votano invece i circa 7 milioni di aventi diritto nel paese.

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Marco Longari è un fotoreporter italiano: ha vissuto a lungo a Gerusalemme e negli ultimi anni ha lavorato in diversi paesi e fotografato molti eventi importanti, dalle manifestazioni della cosiddetta Primavera araba all’incursione israeliana a Gaza del novembre 2012, dalle prime elezioni in Egitto dopo la fine di Mubarak fino alla guerra in Siria. È laureato all’Istituto Superiore di Fotografia di Roma e nel 2012 è stato scelto da Time come miglior fotografo di news al mondo. Le foto di Longari sul Ruanda sono state scattate durante la campagna elettorale.