• Mondo
  • giovedì 27 Luglio 2017

Il capo degli scout americani ha chiesto scusa per alcune cose che ha detto Trump

Michael Surbaugh, il capo di Boy Scouts of America, ha chiesto scusa per alcune frasi dette dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump il 24 luglio, durante l’annuale raduno nazionale degli scout a Glen Jean, in West Virginia.

Nel suo discorso di fronte agli scout, Trump ha parlato degli obiettivi della sua amministrazione, si è vantato di aver vinto le elezioni e ha criticato i suoi avversari politici: in particolare ha invitato agli scout – in gran parte ragazzi con età compresa tra i 12 e i 18 anni – di fare “buuu” nei confronti di Hillary Clinton e Barack Obama e si è vantato della sua vittoria elettorale: «Vi ricordate di quella notte lì con le mappe? I Repubblicani sono rossi e i Democratici sono blu. E quella mappa era così rossa che era incredibile e non sapevano cosa dire. […] Abbiamo vinto e vinto. E quindi quando ci dicevano, non c’è una strada per vincere, non c’è strada verso i 270. Sapete, sono andato in Maine quattro volte perché mettono un grande elettore in palio, e abbiamo vinto. Abbiamo vinto. Un voto. Ci sono andato perché continuavo a sentir dire che eravamo a 269. Ma poi è arrivato il Wisconsin. Molti, molti anni». 270 è il numero di grandi elettori da raggiungere per vincere le elezioni presidenziali statunitensi; la frase «molti, molti anni» fa riferimento al fatto che da molti anni un Repubblicano non vinceva in Wisconsin.

Al raduno hanno partecipato quasi 40mila persone provenienti da tutti gli Stati Uniti e da altri 59 paesi. Molti genitori dei ragazzi presenti e altri membri della comunità scout hanno criticato il fatto che Trump abbia parlato di politica durante il suo discorso. Nelle sue scuse per il discorso di Trump, Surbaugh ha spiegato che dal 1937 è tradizione invitare il presidente al raduno nazionale degli scout e che da sempre Boy Scouts of America cerca di non prendere posizioni politiche e mantenersi neutrale. Surbaugh ha anche detto: «Siamo sinceramente dispiaciuti che la politica sia entrata nel programma degli scout. (…) Insegniamo ai giovani a diventare cittadini attivi, a partecipare e relazionarsi con il proprio governo, a rispettare le divergenze di opinione e a battersi per i diritti individuali».

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante il suo discorso al raduno degli scout, il 24 luglio 2017, a Glen Jean, nel West Virginia; alle sue spalle gli ex boy scout Ryan Zinke, segretario dell'Interno, e Rick Perry, segretario per l'Energia (AP Photo/Steve Helber)