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  • Giovedì 22 giugno 2017

Da dove venivano i soldati americani morti in mare in Giappone

Il New York Times ha raccolto le loro storie, che raccontano la variegata composizione dell'esercito americano

I volti dei sette militari della marina statunitense morti nello scontro del 16 giugno tra la nave da guerra sulla quale stavano prestando servizio e un mercantile filippino
(U.S. Navy via AP)
I volti dei sette militari della marina statunitense morti nello scontro del 16 giugno tra la nave da guerra sulla quale stavano prestando servizio e un mercantile filippino (U.S. Navy via AP)

Lo scorso 16 giugno il cacciatorpediniere della marina americana USS Fitzgerald si è scontrato con una nave mercantile filippina nell’oceano Pacifico, poco lontano dalle coste del Giappone: nell’incidente sono morti sette militari, di cui solo due erano statunitensi figli di statunitensi, mentre gli altri avevano storie più complicate. Il New York Times le ha raccolte, scrivendo che “rappresentano un’istantanea della nazione che stavano servendo”: tra loro c’erano anche un immigrato delle Filippine che – come il padre prima di lui – aveva deciso di arruolarsi nell’esercito statunitense, un giovane di origini guatemalteche proveniente da una famiglia povera e il figlio di un pompiere originario della campagna della Virginia. In tutto, dei sette militari morti, due erano stranieri naturalizzati statunitensi, due erano figli di stranieri e cittadini americani e tre erano figli di stranieri ma nati negli Stati Uniti, quindi cittadini statunintensi.

https://twitter.com/USAMilitaryUSA/status/876847059382423552

Tra loro c’era anche Ngoc T. Truong Huynh, un ragazzo nato nel 1992 in Vietnam e immigrato negli Stati Uniti insieme alla madre due anni più tardi. La sua infanzia è stata povera e segnata da continui trasferimenti a causa delle difficoltà della madre nel trovare un lavoro. Huynh aveva ottenuto la cittadinanza nel 2009, ha raccontato al Times la sorella Lan Huynh, e nel 2014 era entrato in marina, anche per aiutare economicamente la sua famiglia. Venerdì scorso, poco prima dell’incidente, Huynh aveva sentito al telefono la sua famiglia, che gli aveva fatto gli auguri per il suo venticinquesimo compleanno.
Negli ultimi anni l’esercito statunitense ha attirato molte reclute tra gli immigrati, proponendo dei programmi attraverso i quali ottenere la cittadinanza dopo un addestramento di base. In particolare in marina, circa un soldato su 13 è di origine straniera, il rapporto più alto rispetto a tutte le altre forze militari.