• Italia
  • venerdì 26 maggio 2017

Cos’è questa storia della “cannabis light” legale?

Una nuova azienda italiana ha cominciato a vendere marijuana a basso contenuto di principio attivo, sotto i limiti previsti dalla legge

(EasyJoint su Facebook)

Da qualche giorno in Italia è in vendita – online e in negozi fisici – EasyJoint, che viene definita “cannabis light”: in pratica è una marijuana con pochissimo principio attivo, che non provoca sostanziali effetti psicotropi ed è legale. EasyJoint è un’azienda italiana che ha riproposto un modello di business che esiste già in altri paesi come la Svizzera: già poche ore dopo l’apertura delle vendite online, però, lo shop online di EasyJoint aveva ricevuto troppe richieste e al momento sta smaltendo i vecchi ordini. Ora come ora non è quindi possibile ordinarla, ma dovrebbe ancora essere disponibile in alcuni dei diversi negozi in tutta Italia dove viene venduta.

EasyJoint è confezionata in scatole che ne contengono 8 grammi, a 17 euro: è molto poco, se paragonato ai prezzi della marijuana sul mercato nero, che sono circa cinque-sei volte superiori. Dentro le scatole ci sono infiorescenze – la parte della pianta di cannabis che si fuma – di canapa sativa, una delle varietà più diffuse. La cannabis di EasyJoint è legale perché il contenuto di THC (o delta-9-tetraidrocannabinolo), il principio attivo che se assunto provoca gli effetti stupefacenti, è inferiore allo 0,6 per cento, il limite consentito dalla legge. La canapa viene diffusamente coltivata in Italia per molti scopi che non sono ottenere sostanze stupefacenti, come produrre olii o tessuti. L’erba di EasyJoint, però, ha un contenuto piuttosto alto di cannabinoidi, sostanze comunemente presenti nella cannabis che hanno effetti rilassanti e ansiolitici. Per ora EasyJoint vende un solo tipo di cannabis, che chiama “Eletta campana”, ma dovrebbero arrivarne altri tipi.

Il contenuto delle scatole di EasyJoint è stato paragonato alle cime di cannabis di scarsa qualità, tra quelle vendute illegalmente come stupefacenti: ci sono molti semi e foglie, parti che i fumatori di marijuana non amano perché non sono buone da fumare e vengono normalmente eliminate nella preparazione delle canne. Ma la cosa di cui si sta discutendo di più e intorno alla quale c’è più curiosità sono gli effetti di EasyJoint, quando la si fuma. Vice Italia ha dedicato un articolo alla questione, concludendo che la cannabis di EasyJoint non provoca gli effetti di quella che viene venduta illegalmente sul mercato nero: non provoca vere alterazioni nella percezione della realtà, ma tutti quelli che l’hanno provata sono concordi nel dire che è rilassante. Il sito di EasyJoint fornisce questa stessa versione, tanto che dice che si può guidare dopo averla assunta. Probabilmente per evitare problemi legali, il sito dice che EasyJoint non è un prodotto da combustione (quindi non si dovrebbe fumare) anche se è evidente che è il suo utilizzo principale.

In un certo senso EasyJoint è simile alla marijuana che veniva consumata per esempio negli anni Settanta e Ottanta, caratterizzata da un basso livello di THC, tra il 2 e il 4 per cento: oggi quella normalmente venduta sul mercato nero ha percentuali di principio attivo che vanno dal 10 al 20 per cento. Vincenzo Di Marzio, direttore dell’Istituto di chimica molecolare del Cnr, ha spiegato però a Wired che ogni persona reagisce diversamente all’assunzione di cannabis, e che la potenza del principio attivo cambia quando l’erba viene riscaldata (e quindi quando la si fuma): «bisognerebbe essere sicuri delle percentuali di THC in forma attiva presenti al momento del consumo, che spesso prevede il riscaldamento della sostanza, per poter ipotizzare i possibili effetti sul sistema nervoso». EasyJoint dice che il suo prodotto non è medicinale, ma le proprietà terapeutiche della cannabis sono dimostrate e oggetto di estese sperimentazioni mediche, nella cura di moltissime patologie e sfruttando in molti casi lo stesso principio rilassante e ansiolitico della cannabis a basso contenuto di THC di EasyJoint.

Dal punto di vista legale, EasyJoint dice che acquistare la loro cannabis non comporta nessun problema. I minori non possono acquistarla, ma per tutti gli altri non ci sono problemi. Sui pacchi spediti dalla società non compare il nome del mittente, e non è un problema nemmeno per quanto riguarda i test tossicologici, spiega il sito: «i tester oggi utilizzati servono a verificare se il soggetto ha assunto stupefacenti. Easyjoint non è una sostanza stupefacente. Essendo i tester tarati per verificare livelli di THC eccedenti il limite consentito, le tracce di THC eventualmente presenti dopo l’assunzione di Easyjoint non risulteranno significative».

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di più, e migliori.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la newsletter, una quota minore di inserzioni pubblicitarie, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.