Una foto del 2015, a Minya (AP Photo/Roger Anis, File)
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  • venerdì 26 maggio 2017

L’attacco contro un pullman di copti in Egitto

Un gruppo di uomini armati ha ucciso almeno 28 persone a sud del Cairo

Una foto del 2015, a Minya (AP Photo/Roger Anis, File)

Un gruppo di uomini armati ha attaccato alcuni cristiani copti che si trovavano su un pullman in Egitto, a Minya, una città che è a circa 250 chilometri a sud del Cairo, lungo la sponda occidentale del Nilo. Essam al-Bedaiwy, governatore della provincia di Minya, ha detto che il pullman stava portando i copti verso un monastero. 28 persone sono morte, molte delle quali erano bambini. La dinamica dell’attacco non è ancora chiara.

In Egitto la maggior parte dei cristiani – circa il 10 per cento della popolazione totale – fa parte della chiesa copta, una delle più antiche chiese cristiane del mondo. I primi cristiani (allora non ancora copti) si stabilirono in Egitto nei primi secoli della cristianità e il copto, che quasi nessuno è più in grado di parlare, è considerato la lingua attualmente più vicina all’egiziano antico, quello che si scriveva con i geroglifici. A partire dagli anni Settanta del secolo scorso, le relazioni tra i copti e i musulmani si sono fatte più tese, anche se durante il regime dell’ex presidente Hosni Mubarak la Costituzione garantiva la libertà religiosa ai copti. Di recente si è parlato di copti per gli attentati terroristici del 9 aprile e per la visita in Egitto di Papa Francesco, alcune settimane dopo.

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