Gli scontri tra manifestanti e poliziotti di fronte al Parlamento greco, il 18 maggio (Milos Bicanski/Getty Images)
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  • venerdì 19 maggio 2017

La Grecia ha approvato nuove misure di austerità, e per strada non l’hanno presa bene

Ad Atene ci sono stati scontri e proteste tra polizia e manifestanti che si oppongono alle politiche di Tsipras

Gli scontri tra manifestanti e poliziotti di fronte al Parlamento greco, il 18 maggio (Milos Bicanski/Getty Images)

Il Parlamento della Grecia ha approvato giovedì sera nuove misure di austerità, che includono tra le altre cose nuovi tagli alle pensioni. Le misure verranno presentate dalla Grecia alla riunione dei ministri delle Finanze dell’Unione Europea che si terrà lunedì a Bruxelles, nella quale il governo greco tenterà di convincere i suoi creditori a sbloccare una tranche da aiuti di 7,5 miliardi di euro. Alexis Tsipras, primo ministro e leader del partito greco di sinistra radicale Syriza, ha detto: «Ci meritiamo e ci aspettiamo che l’Eurogruppo di lunedì decida di regolare l’alleggerimento del debito, che corrisponderà ai sacrifici fatti della popolazione greca». Le nuove misure di austerità sono invece state molto criticate dal partito di centrodestra Nuova Democrazia, la principale forza di opposizione nel Parlamento greco (e anche principale responsabile della grave situazione del paese, secondo molti).

Mentre in Parlamento si votavano le nuove misure di austerità, fuori ci sono state per il secondo giorno consecutivo diverse proteste, che si sono trasformate anche in scontri con la polizia. Un piccolo gruppo di persone con il volto coperto è uscito da un corteo di 15mila manifestanti pacifici e ha cominciato a lanciare bombe molotov contro la polizia, che ha risposto lanciando a sua volta gas lacrimogeno. Mercoledì si era tenuto un grande sciopero generale in tutta la Grecia e ad Atene le proteste sono proseguite anche questa mattina.

L’Eurogruppo di lunedì dovrebbe ora approvare un piano per la ristrutturazione del debito della Grecia, una richiesta soprattutto del Fondo Monetario Internazionale e della Banca centrale europea.

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