Zdenek Zeman nel 2004 (FABRIZIO VILLA/AFP/Getty Images)
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  • venerdì 12 Maggio 2017

«Il sogno non si avvera quasi mai»

Antonello Venditti in una canzone su Zdenek Zeman e la sua affascinante ortodossia

Zdenek Zeman nel 2004 (FABRIZIO VILLA/AFP/Getty Images)

“Il sogno non si avvera quasi mai”

Nel 1999 Antonello Venditti pubblicò Goodbye Novecento, il suo ventesimo disco. Fra le nove canzoni presenti, Venditti ne dedicò una a Zdeněk Zeman, l’allora allenatore della Roma, scritta fra l’esasperazione da tifoso per la sua rigidità nel mantenere sempre lo stesso stile di gioco, sempre all’attacco, anche in una situazione di vantaggio, l’affetto nei suoi confronti e l’apprezzamento delle sue idee di gioco così estreme. Oggi Zeman compie settant’anni.

È una torrida sfida
ideologicamente proibita
agli schemi d’attacco
il palazzo risponde col tacco

Ma il tempo sta scadendo ormai
tieni palla dai
il pareggio mai
tu non lo firmerai
Perché non cambi mai
il sogno é ancora intatto e tu lo sai
Perché non cambi mai
il sogno non si avvera quasi mai

No non é una partita
volgarmente si chiama corrida
c’é la testa del toro
e nessuno ti chiede perdono

La folla sta impazzendo ormai
all’attacco vai
in difesa mai
tu non ti fermerai
Perché non cambi mai
il sogno é ancora intatto e tu lo sai
Perché non cambi mai
il sogno non si avvera quasi mai

La folla sta impazzendo ormai
all’attacco vai
in difesa mai
tu non ti fermerai
Perché non cambi mai
Perché non cambi mai