Un uomo lavora al computer nei pressi di un ritratto del primo presidente turco Mustafa Kemal Atatürk, considerato il più importante promotore della laicità in Turchia (Chris McGrath/Getty Images)
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  • sabato 29 aprile 2017

Il governo turco ha bloccato Wikipedia

Da stamattina è inaccessibile in tutte le sue edizioni per una decisione dell'autorità delle telecomunicazioni, che non ha spiegato perché

Un uomo lavora al computer nei pressi di un ritratto del primo presidente turco Mustafa Kemal Atatürk, considerato il più importante promotore della laicità in Turchia (Chris McGrath/Getty Images)

L’autorità nazionale turca che si occupa di telecomunicazioni (BTK) ha bloccato l’accesso a Wikipedia, la celebre enciclopedia online, da tutto il territorio turco. Secondo Turkey Blocks, un’associazione che tiene traccia di sospensioni e oscuramenti online decisi dal governo turco, Wikipedia è inaccessibile dalle 8 locali, le 7 italiane. Nella tarda mattinata l’autorità turca ha confermato di avere bloccato tutte le edizioni dell’enciclopedia, dicendo di aver preso una “misura amministrativa” sulla base della legge 5651 del 2007, che secondo gli esperti di diritto internazionale dà al governo la possibilità di bloccare alcuni siti in maniera unilaterale. Turkey Blocks spiega che il divieto dovrà essere confermato da un tribunale, ma non è chiaro quando il caso di Wikipedia verrà esaminato.

In passato il governo turco ha spesso oscurato siti e social network, soprattutto in occasione di proteste di massa contro il governo di Recep Tayyip Erdoğan. Il blocco unilaterale di siti vicini all’opposizione e di social network, usati perlopiù per organizzare le proteste, è uno dei molti motivi per cui il governo turco è accusato sempre più spesso di autoritarismo. In passato Wikipedia era già stata bloccata in diversi paesi in cui la libertà di espressione non è pienamente garantita, come Russia e Cina.

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