Trump se l’aspettava più facile

Lo ha detto lui a Reuters, aggiungendo candidamente che gli pare un impegno maggiore del suo lavoro di prima

Donald Trump insieme ai suoi collaboratori nello Studio Ovale della Casa Bianca (BRENDAN SMIALOWSKI/AFP/Getty Images)

Alla vigilia della scadenza dei primi 100 giorni da presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha dato un’intervista all’agenzia Reuters che è stata subito molto ripresa da tutti i media del mondo, soprattutto per le allarmanti frasi sulla possibilità di una guerra con la Corea del Nord. Ma tra le altre cose, la risposta più ripresa nei titoli per il suo candore e il suo prestarsi a commenti tra il preoccupato e il divertito, è questa:

«C’è più lavoro da fare che nella mia vita precedente. Pensavo sarebbe stato più facile»

Trump ha parlato anche della privacy e di come sia cambiata la sua vita diventando presidente degli Stati Uniti. Ha detto che era abituato a non avere troppa privacy nella sua “vecchia vita”, quando faceva l’imprenditore, ma si è detto sorpreso di quanto poca ne abbia ora: si deve ancora abituare ad avere la protezione dei Secret Service 24 ore su 24, ed è dispiaciuto per non poter più guidare.

Nei suoi primi 100 giorni di presidenza, Trump ha già avuto a che fare con diverse crisi internazionali, tra cui quella in Corea del Nord. Nelle ultime settimane gli Stati Uniti hanno alzato i toni con il regime nordcoreano, parlando apertamente della possibilità di compiere un attacco militare preventivo per anticipare un eventuale attacco nucleare nordcoreano. Trump ha ribadito a Reuters che c’è la possibilità che inizi un “grande, grande conflitto” con la Corea del Nord, anche se finora non ha chiarito quale strategia gli Stati Uniti intendano usare in quella parte di mondo.

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