(ANSA/AROLE E DINTORNI)
  • Italia
  • giovedì 13 Aprile 2017

Le multe per il bagarinaggio online

L'AGCM ha sanzionato Ticketone per un milione di euro per non aver adottato precauzioni sufficienti a prevenirlo, e quattro siti di secondary ticketing sono stati multati per scarsa trasparenza

(ANSA/AROLE E DINTORNI)

Ticketone, la società che vende i biglietti per la maggior parte dei concerti e degli eventi in Italia, è stata multata dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) per un milione di euro, per non aver preso misure sufficienti per contrastare il fenomeno del bagarinaggio online, il cosiddetto secondary ticketing. Altre quattro società, che però fanno direttamente bagarinaggio online – non hanno cioè i diritti sulla vendita, come Ticketone, ma rivendono a prezzi maggiorati biglietti comprati su Ticketone – sono state multate per un totale di 700mila euro: sono Seatwave, Viagogo Ticketbis, e Mywayticket.

Le cinque società erano state oggette di altrettante istruttorie aperte dall’AGCM lo scorso ottobre, per indagare sulla regolarità della vendita dei biglietti per alcuni importanti concerti tenuti in Italia, tra cui quelli degli One Direction, dei Foo Fighters, dei Red Hot Chili Peppers, di Bruce Springsteen, di Renato Zero, di Adele, di David Gilmour, dei Coldplay, degli U2 e di Ed Sheeran. Il problema, con Ticketone, era che i biglietti di molti di questi concerti finivano molto velocemente, a volte nel giro di pochi minuti. L’istruttoria dell’AGCM aveva lo scopo di verificare se «avesse agito con la diligenza propria del suo ruolo di esclusivista per le vendite on line e degli specifici obblighi contrattuali ad esso collegati». Le indagini hanno stabilito che «malgrado fosse tenuto contrattualmente ad predisporre misure antibagarinaggio», gli strumenti adottati da Ticketone non sono stati sufficienti per evitare che una grande quantità dei biglietti venisse comprata dai siti di secondary ticketing, con acquisti automatizzati e di più biglietti alla volta. Nello specifico, Ticketone ha violato l’art. 20, comma 2 del Codice del Consumo, una serie di norme che tutelano i consumatori approvate dal governo nel 2005.

Le altre quattro società di secondary ticketing sono state multate perché, ha spiegato l’AGCM, non comunicavano le informazioni necessarie per consentire ai clienti «una decisione consapevole di acquisto». Il problema era che non specificavano quanto costassero originariamente i biglietti, né il numero di posto, né i diritti di chi lo comprava in caso di annullamento del concerto, e «non chiarivano il proprio ruolo di mera intermediazione svolto sul mercato secondario». Negli scorsi mesi si era parlato molto di secondary ticketing dopo un servizio della trasmissione Le Iene, che aveva parlato soprattutto del ruolo nella vendita di biglietti ai siti di bagarinaggio online di Live Nation, il principale promoter italiano di concerti.