(GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)
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  • mercoledì 12 Aprile 2017

Come ha fatto la Juventus a battere il Barcellona

Nonostante abbia tenuto palla la metà del tempo del Barcellona, ha giocato una partita perfetta sia in attacco che in difesa

(GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)

Martedì sera la Juventus ha battuto 3-0 il Barcellona nella partita di andata dei quarti di finale di Champions League. È stata la vittoria più ampia della sua storia contro il Barcellona, ed è arrivata alla fine di una partita praticamente perfetta dal punto di vista tattico: la Juventus ha concesso solamente quattro tiri in porta alla squadra che ha probabilmente l’attacco migliore al mondo, e ha saputo sfruttare al massimo le occasioni che ha avuto in attacco. Nonostante alla fine la Juventus abbia totalizzato solamente il 32 per cento di possesso palla, secondo tutti i commentatori ha dominato la partita e meritato di vincere, legittimando le sue ambizioni di arrivare in fondo alla competizione. La partita di ritorno si giocherà a Barcellona il 19 aprile. Per rimontare, il Barcellona dovrà vincere con almeno quattro gol di scarto.

La Juventus arrivava da un ottimo momento di forma, e ha potuto schierare la formazione titolare senza doversi preoccupare di infortuni e squalifiche. Il Barcellona invece era dato piuttosto in calo: in campionato aveva appena perso 2-0 contro il Malaga, una squadra di metà classifica, e doveva fare i conti con la squalifica di Sergio Busquets, da anni il giocatore più abile della squadra a garantire equilibrio a centrocampo. Più in generale, da qualche tempo il Barcellona non sembra la squadra praticamente imbattibile delle ultime due stagioni; l’allenatore Luis Enrique ha già annunciato che lascerà il suo incarico a fine stagione, Lionel Messi alterna buone partite ad altre più anonime, e dopo aver compiuto una rimonta incredibile negli ottavi di Champions League qualche settimana fa la squadra sembra aver perso qualche motivazione. Il Barcellona comunque rimane il Barcellona: una squadra composta quasi esclusivamente da fenomeni, e che ha le potenzialità per dominare qualsiasi partita contro qualsiasi avversario.

La Juventus ha dimostrato da subito di essere in serata: dopo pochi secondi Gonzalo Higuaín ha provato un tiro in zona centrale appena fuori dall’area, aggirando la difesa del Barcellona con una certa facilità. Il Barcellona è sembrato sorpreso dall’aggressività iniziale della Juventus, che ha giocato i primi minuti quasi solo nella metà campo avversaria pressando ogni portatore di palla. Dopo aver perso qualche pallone, il Barcellona ha provato a impostare il suo solito gioco fatto di combinazioni rapide e strette con una “nuvola” di giocatori vicini l’uno all’altro. Così facendo però non è riuscito a occupare in maniera efficace tutta l’ampiezza del campo: agli esterni alti della Juventus, previsti dal modulo 4-2-3-1 che utilizza da qualche settimana, veniva quindi concessa molta libertà. Non ha aiutato nemmeno il fatto che proprio sulle fasce difensive il Barcellona abbia schierato i due giocatori più deboli della propria formazione, Sergi Roberto e Jérémy Mathieu.

Il primo gol è arrivato proprio in seguito a un lungo lancio sulla fascia verso Juan Cuadrado, che ha ricevuto il pallone a ridosso dell’area praticamente indisturbato. Cuadrado ha avuto il tempo di controllare il pallone, puntare il terzino avversario e trovare Paulo Dybala in mezzo all’area. Il resto lo ha fatto proprio Dybala, che è riuscito a girarsi velocissimamente e segnare grazie a un eccellente tiro a giro praticamente da fermo.

Anche il secondo gol della Juventus, arrivato un quarto d’ora dopo, è nato da una fascia laterale: Mario Mandžukić ha portato palla in contropiede dalla linea di metà campo fino a ridosso dell’area, con relativa facilità. Gerard Piqué, distratto dall’azione di Mandžukić, si è dimenticato di marcare Dybala, che si è fatto trovare libero in posizione centrale appena fuori dall’area. Anche in questo caso Dybala ha saputo trasformare un’azione solo potenzialmente pericolosa in un gran gol grazie a un gesto tecnico eccellente, un tiro secco sul primo palo che ha preso di sorpresa sia i difensori centrali del Barcellona sia il portiere ter Stegen.

Sul finire di primo tempo la Juventus ha rallentato il ritmo, chiudendosi nella propria metà campo e rinunciando o quasi ad attaccare. Il Barcellona non ha saputo sfruttare la possibilità di attaccare palla al piede, limitandosi a qualche tiro da lontano o a rischiose giocate individuali: la Juventus difendeva infatti con due linee compatte da 4 difensori e 5 fra centrocampisti e attaccanti, rendendo praticamente impossibile trovare spazio. Nel secondo tempo il Barcellona ha iniziato a giocare in maniera più decisa, pressando con più intensità e rapidità e dando l’impressione di poter rimontare almeno un gol. Al 55esimo minuto, però, è arrivato il 3-0 della Juventus, che di fatto ha chiuso la partita: calcio d’angolo di Pjanić, Mascherano non tiene Chiellini che si smarca e segna con un colpo di testa preciso, quasi senza saltare.

Al gol di Chiellini sono seguiti altri 20 minuti di buon Barcellona, che ha cercato con insistenza un gol che avrebbe potuto rendere meno complicata la rimonta della partita di ritorno. Al 66esimo minuto si è visto l’unico genere di azione che avrebbe potuto mettere in difficoltà la Juventus, se applicata regolarmente: passaggi stretti sulla trequarti, dribbling di Messi a evitare l’anticipo di Chiellini e scombinare la difesa della Juventus e palla in verticale per Suárez, uno dei giocatori migliori al mondo in questo tipo di giocate davanti alla porta. Il tiro di Suárez è finito fuori, ma questa breve combinazione ha mostrato in pochi secondi che sviluppo avrebbe potuto avere la partita se i giocatori del Barcellona fossero stati più ispirati, e se la Juventus avesse giocato meno attentamente in fase difensiva.