(Da "Power Rangers")

Stasera cinema?

Il nuovo film sui Puffi, un film sui Power Rangers, uno italiano e drammatico con Margherita Buy e Sergio Castellitto e la versione italiana di "The Social Network"

(Da "Power Rangers")

Un azzardato titolista potrebbe sintetizzare queste settimana cinematografica come “Puffi contro Power Rangers”: sono questi due gruppi di personaggi di fantasia a essere protagonisti dei film che per ora sono stati i più visti tra le nuove uscite. È prevedibile che per nessuno dei due sia un capolavoro: a voler cercare il meglio di entrambi, del primo si dice che si difenda bene, nella categoria dei blockbuster primaverili; e del secondo che possa piacere ai bambini. In alternativa: The Startup – Accendi il tuo futuro, tratto (con moltissima libertà) da una storia vera e Piccoli crimini coniugali con Margherita Buy e Sergio Castellitto (e nessun altro).

Power Rangers

È un film d’azione e di fantascienza da Dean Israelite (un regista sudafricano di 32 anni, di cui difficilmente avete sentito parlare) e con tanti attori di cui probabilmente non conoscete il nome e probabilmente nemmeno la faccia– Dacre Montgomery, Naomi Scott, RJ Cyler, Becky G, Ludi Lin – più un paio molto più noti: Bryan Cranston ed Elizabeth Banks. Dovreste invece conoscere i Power Rangers e se avevate l’età giusta quando avevate il tempo di passare tanto tempo davanti alla TV, potreste conoscerli molto bene. Per tutti gli altri: è una saga di serie televisive (molto anni Novanta, soprattutto su Italia 1) i cui protagonisti sono un gruppo di ragazzi che, quando serve, indossano dei costumi colorati e combattono nemici di vario tipo. La trama sintetica del film è: normali adolescenti, pericolosissima minaccia aliena, mondo in pericolo, adolescenti che diventano i Power Rangers. Conta come film sui supereroi: vuol dire che se dovesse andar bene potrebbe esserci un imprecisato numero di seguiti. Visto che i tempi sono cambiati rispetto agli anni Novanta, le tute dei cinque supereroi sono fatte decisamente meglio, e nel trailer c’è “Power” di Kanye West.

Del film si è parlato un po’ perché c’è un Power Ranger autistico e perché una delle due donne Power Rangers è lesbica, e un po’ perché è costato 100 milioni di dollari: molti (ma ne ha già incassati altrettanti, e altri ancora ne incasserà). Fra i critici, il film se la gioca tra l’insufficienza e la sufficienza risicata, e un elemento che ritorna spesso in diverse recensioni è: non funziona particolarmente bene né per i nostalgici degli oggettivamente scarsini effetti speciali dei Power Rangers anni Novanta né per chi negli anni Novanta era appena o non ancora nato ed è abituato ad altri supereroi. Chris Nashawaty ha scritto che molti film di questo tipo – giovani che scoprono superpoteri che non pensavano di avere – sono noiosi nella prima metà e diventano belli nella seconda, quando si combatte ma «questo film è l’esatto contrario». Sull’Atlantic David Sims ha scritto che «è un blockbuster primaverile che capisce quanto semplice debba essere per piacere» e che va bene che sia così, perché così piacerà al pubblico. Sims ha scritto che è «è presto per sapere se verrà buttato nel mucchio dei franchise falliti o se sarà l’inizio di una interminabile saga ma, nel frattempo, almeno si ricorda da dove arriva». Arriva da qui:

The Startup – Accendi il tuo futuro

È un film che racconta la storia del presunto “Mark Zuckerberg italiano” ed è stato paragonato da qualcuno – in modo avventato o comunque molto ottimista – a The Social Network, il bel film di David Fincher su Mark Zuckerberg e di come inventò Facebook. Decidete voi se la cosa è emblematica per lo stato di certo cinema italiano. Il regista è Alessandro D’Alatri (quello di Casomai, La febbre e Commediasexi) e il protagonista di questo che alla fine è un film biografico (anche se abbondantemente romanzato) è Andrea Arcangeli, che interpreta Matteo Achilli, il fondatore di Egomnia, una specie di LinkedIn. Frase dal trailer: «Se era nato in Italia, Steve Jobs, non gli davano nemmeno il mutuo per la prima casa».

Parlando del film – nel cui cast ci sono anche Paola CalliariLuca Di Giovanni, Matteo Leoni e Matilde Gioli – Federico Pontiggia ha scritto sul Fatto Quotidiano che «il registro è iperbolico, il moralismo (e il rampantismo) in agguato, la presa sul reale assai scivolosa», e che sembra una puntata di Dawson’s Creek «ai tempi dell’iPhone 7». È invece piaciuto molto a Francesco Alò che sul Messaggero ha scritto che «non è solo bello, è pura rivoluzione». Lorenzo Fantoni ha scritto su Wired: «Il problema è che così come Achilli non è Zuckerberg, il regista (D’Alatri) non è Fincher e di certo non lo aiuta una recitazione che danza un po’ troppo pericolosamente vicino agli Occhi del Cuore. I personaggi, tranne il protagonista, sono abbozzati e funzionali solo al suo sviluppo, alcuni dialoghi sono da telenovela, la retorica spicciola dell’ottimismo, del credere nei propri sogni e nella meritocrazia sembra messa là giusto per titillare l’orgoglio patrio e i soliti retori del futuro positivo a tutti i costi». The Social Network era questo:

I Puffi – Viaggio nella foresta segreta

Negli ultimi anni sono già usciti due film sui Puffi, ma questo è un reboot, una ripartenza da zero. È ovviamente un film d’animazione e il regista è Kelly Asbury, quello di Spirit- Cavallo selvaggio e Shrek 2. I protagonisti del film sono Puffetta, Quattrocchi, Tontolone e Forzuto (personaggi che dovrebbero far parte della cultura popolare e della memoria ancor più dei Power Rangers) e la storia è quella di un complicato viaggio, in una foresta proibita, per raggiungere un villaggio perduto. A un certo punto arriva pure Gargamella, ovviamente. Cristina D’Avena dà voce a Mirtilla (che in inglese invece ha la voce di Julia Roberts).

Ai critici non è piaciuto. In Italia però, nel suo primo giorno nei cinema, è stato il secondo film più visto, dietro a La bella e la bestia, che non molla il primo posto. Solo un terzo delle decine di recensioni professionali prese in considerazione da Rotten Tomatoes ne ha parlato bene e il sito ha sintetizzato così l’opinione generale: «Soddisfa i bambini piccoli e i fan più hardcore dei Puffi, ma la trama è prevedibile e l’animazione insipida, in linea con la mediocre storia cinematografica del franchise». Visto che questa settimana va così, la sigla dei Puffi. Anzi, una-delle:

Piccoli crimini coniugali

È un film diretto da Alex Infascelli (vincitore di due David di Donatello), tratto da un’apprezzata e nota opera teatrale di Éric-Emmanuel Schmitt e interpretato da Sergio Castellitto e Margherita Buy. È una storia drammatica che parla di un uomo che dopo un incidente domestico perde la memoria, e della moglie che cerca di fargliela tornare. Il trailer è particolare, poco parlato, e la canzone che si sente è “Ma che freddo fa” di Nada.

Perché vi piaccia questo film devono poi piacervi molto Buy e Castellitto, che si prendono sulle spalle gran parte della storia. Anzi, dal punto di vista della recitazione, tutto. Come ha scritto Roberto Nepoti su Repubblica, «i soli due attori in scena, Margherita Buy e Sergio Castellitto, assecondano la scelta in stato di assoluta grazia, spingendo volta a volta lo spettatore all’identificazione per poi respingerlo, rimandandolo al ‘via’. Sboccata e fragile, remissiva e sarcastica, Buy s’immerge fino al collo in un ruolo che la riscatta – finalmente – da tanti personaggi forzati al buonismo. Quanto a Castellitto, il film gli ritaglia una scena genialmente straniante in cui accenna passi di danza sulle note della celeberrima canzone di Donna Summer “I Feel Love”. A proposito di canzoni, Nada piace molto ai registi italiani, a giudicare soprattutto dai film degli ultimi anni. C’è una sua canzone in The Young Pope e poi, soprattutto, in Jeeg Robot: SPOILER.

Il segreto

È un film drammatico di Jim Sheridan, il regista di Brothers (un remake statunitense di un film scandinavo). Questo è invece un adattamento cinematografico di un romanzo del 2008 di Sebastian Barry. Libro e film parlano di un’anziana donna che è in un ospedale psichiatrico (in cui si trova da diversi decenni) e ripensa alla sua difficile vita, passata tra i problemi e i cambiamenti politici e religiosi dell’Irlanda del Novecento. Nel frattempo si scoprono cose, e le scopre anche la protagonista. Nel cast ci sono Vanessa Redgrave, Rooney Mara ed Eric Bana.

Recensioni in genere poco sopra o poco sotto la sufficienza: trama prevedibile e senza guizzi, per qualcuno; interessanti incastri di una storia personale con la storia irlandese e buona recitazione, per altri. Sempre di storia irlandese ha parlato anche un film uscito settimana scorsa, ma ancora in qualche sala: Il viaggio – The Journey.

Ma anche

Tra i nuovi film della settimana sono usciti anche: Libere disobbedienti (su tre donne palestinesi che vivono in un appartamento di Tel Aviv); Underworld – Blood Wars (il quinto capitolo di una saga cinematografica che difficilmente inizierete ora, senza aver visto i precedenti) e L’altro volto della speranza, il film con cui il regista finlandese Aki Kaurismaki ha vinto il premio alla Regia del Festival del cinema di Berlino: parla di migranti ma lo fa in modo particolare, quasi surreale.

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