(ROBIN UTRECHT/AFP/Getty Images)
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  • venerdì 7 aprile 2017

Taser International, la società che produce il “taser”, ha cambiato nome

Ora si chiama "Axon", per cercare di non associare più la sua immagine al controverso uso delle pistole elettriche

(ROBIN UTRECHT/AFP/Getty Images)

Taser International, la società che ha sede a Scottsdale (Arizona) e produce le pistole elettriche conosciute appunto come “taser”, ha deciso di cambiare nome: si chiamerà Axon Enterprise Inc, come la filiale del gruppo specializzata nella produzione di videocamere il cui utilizzo tra la polizia si è diffuso negli Stati Uniti per cercare di ridurre gli episodi di violenza eccessiva delle forze dell’ordine nei confronti delle persone fermate. Taser International vuole quindi cercare di trasformare la propria immagine, per evitare che sia associata all’uso del taser e dandole invece un’accezione positiva. Nel video di presentazione dell’azienda, che si intitola “We Are Axon”, si presentano entrambi i prodotti (body-cam e taser) usando come esempio un caso di violenza di genere.

Taser è il marchio più comune di pistole che usano l’elettroshock. Il taser è un’arma non letale: utilizza l’elettricità (una scarica ad alta tensione e bassa intensità di corrente) per paralizzare i movimenti facendo contrarre i muscoli di chi viene colpito. Il taser è stato inventato alla fine degli anni Sessanta, ma i modelli che permettono l’immobilizzazione totale di una persona sono stati progettati a partire dalla fine degli anni Novanta. Dall’ONU, nel 2007, l’arma è stata giudicata uno strumento di tortura: secondo Amnesty International ha causato centinaia di morti negli Stati Uniti. Secondo altri studi e secondo l’azienda produttrice le morti avrebbero avuto come concausa dei problemi cardiologici.

Ci sono diversi casi controversi legati all’uso dei taser di cui si è parlato negli ultimi anni. In un’inchiesta del 2015 il Washington Post ha scritto che circa una persona la settimana era morta quello stesso anno in episodi in cui era stato utilizzato un taser. Se un legame tra il taser e queste morti non era stato chiarito o dimostrato, il taser era stato menzionato in almeno una dozzina di casi come uno dei fattori che potevano aver causato o avevano causato la morte delle persone su cui era stato utilizzato. A Miami, nell’agosto del 2013, un ragazzo di 18 anni venne colpito con una pistola taser da un agente che cercava di arrestarlo perché stava disegnando dei graffiti su un muro: il ragazzo, Israel Hernandez, morì; qualche mese dopo un medico legale confermò che la causa di morte fu proprio la pistola elettrica.

Rick Smith, il fondatore e l’amministratore delegato di Axon, ha detto che la società sta «cambiando il nome da Taser ad Axon per riflettere l’evoluzione dell’azienda da un produttore di armi meno letali a un fornitore di soluzioni complete, di software mobile, di dispositivi connessi, di videocamere indossabili e ora di intelligenza artificiale». Nel 2016 la divisione di Axon che produce e distribuisce armi elettriche costituiva ancora il 76 per cento delle entrate totali, mentre quella che si occupa di videocamere poco più del 24 per cento. Le vendite totali di taser sono state pari, sempre nel 2016, a 268 milioni di dollari, in rialzo di circa il 35 per cento sull’anno precedente. Axon ha però deciso di puntare su altri prodotti come le body-cam, e sostiene di essere la fornitrice di micro-videocamere di 36 dipartimenti di polizia su 41 che ne hanno introdotto l’utilizzo negli ultimi anni, soprattutto a seguito di alcuni episodi di violenza della polizia contro persone afroamericane. Annunciando il cambio del nome, la società ha anche dichiarato di voler offrire gratuitamente per un anno le proprie videocamere ai dipartimenti di polizia interessati che ne facciano richiesta.

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