Un'immagine della manifestazione del 28 febbraio 2017 in piazza del Pantheon a Roma (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)
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  • venerdì 7 aprile 2017

Tra le seconde generazioni si sente italiano un ragazzo su tre

Repubblica riprende i dati Istat sulle difficoltà, vissute soprattutto dalle ragazze, nel realizzare le proprie ambizioni

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Un'immagine della manifestazione del 28 febbraio 2017 in piazza del Pantheon a Roma (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

Anche in un articolo uscito giovedì su Repubblica si parla delle seconde generazioni in Italia e delle loro difficoltà nel trovare una propria identità. Nadia Bouzekri, la prima donna presidente dei Giovani musulmani in Italia, parla di generazione al bivio tra la cultura della nazione nella quale sono cresciuti, l’Italia, e quella di origine, dalla quale i loro genitori sono partiti. I dati si riferiscono a un’indagine Istat condotta nelle scuole tra il 2015 e il 2016 (erano stati raccontati qui dal Post). Alla domanda “ti senti italiano?” ha risposto positivamente il 38 per cento degli intervistati, il 33 dice di no (il 28% non ha una risposta certa).

«Siamo una generazione al bivio. Non totalmente italiani, né pienamente marocchini o egiziani o bengalesi. Siamo alla ricerca di una nuova identità, che concili le tradizioni delle nostre famiglie con i valori del Paese in cui siamo nati e viviamo ». Nadia Bouzekri, studentessa 24enne di Reggio Emilia, prima donna presidente dei Giovani musulmani d’Italia, fotografa così la «difficoltà, o meglio la sfida » che vivono oggi i figli e ancor più le figlie di immigrati. «Sulle seconde generazioni si gioca il futuro del nostro Paese — conferma Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Giovanni Agnelli — anche per questo è grave che la riforma della cittadinanza sia finita nel dimenticatoio parlamentare ». Oggi in Italia i ragazzi figli di immigrati sono più di un milione, e tre su quattro sono nati qui. A scuola, gli alunni stranieri sono oltre 814mila, per la metà ragazze. Ed è proprio tra i banchi che si gioca gran parte della partita per l’integrazione. Stando all’ultima indagine Istat, il 38% si sente italiano, il 33% straniero e poco più del 29% non è in grado di rispondere.

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