L'esterno del Jean-Bouin di Parigi, lo stadio dello Stade Francais (AP Photo/Christophe Ena)
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  • domenica 19 Marzo 2017

La clamorosa fusione tra le due squadre di rugby di Parigi non si fa più

Era stata sorprendentemente annunciata meno di una settimana fa, ma è stata annullata perché troppo complicata (e dopo grandi proteste)

L'esterno del Jean-Bouin di Parigi, lo stadio dello Stade Francais (AP Photo/Christophe Ena)

Il presidente della squadra di rugby francese del Racing 92, Jacky Lorenzetti, ha annunciato oggi che la fusione tra la sua squadra e l’altro club di rugby più importante di Parigi, lo Stade Français, non si farà più, diversamente da quanto annunciato meno di una settimana fa con un comunicato ufficiale congiunto. Lorenzetti ha detto che la fusione sarebbe stata troppo complicata da approvare, aggiungendo che «non sarebbero state soddisfatte tutte le condizioni, sociali, politiche, culturali, umane e sportive». La notizia della fusione era arrivata all’improvviso ed era stata accolta con molta sorpresa: nelle ore successive all’annuncio erano state fatte molte ricostruzioni sui presunti veri motivi di una scelta così inaspettata. L’intera squadra dello Stade Français era entrata in sciopero, cosa che non si era mai verificata in Francia, e aveva annunciato che non avrebbe giocato la partita di campionato in programma questo fine settimana. Lorenzetti, spiegando la decisione di annullare la fusione, ha anche fatto riferimento alle proteste, dicendo di averne ascoltato le ragioni. La federazione rugbistica francese aveva poi scelto di rinviare sia la partita dello Stade Français sia quella del Racing 92, per evitare di assegnare punti di penalizzazione e altre sanzioni.

Secondo i piani esposti martedì scorso da Thomas Savare, presidente dello Stade Français, e da Lorenzetti, lo Stade Français sarebbe dovuto confluire nel Racing, andando ad arricchire la rosa e la struttura societaria già esistente. Secondo la maggior parte delle ricostruzioni fatte dai giornali, questo sarebbe avvenuto perché Savare, presidente e proprietario dello Stade Français, avrebbe deciso da tempo di cedere la squadra, e il Racing avrebbe accettato la proposta considerando i vantaggi delle condizioni favorevoli offerte. I due dirigenti avevano spiegato che nei loro progetti la fusione avrebbe creato una squadra parigina ancora più competitiva in Europa, con maggiori risorse e strutture all’avanguardia. La fusione sarebbe stata pensata anche per aumentare sensibilmente il numero di tifosi, che negli ultimi anni è calato per entrambi i club.

La preoccupazione dei giocatori dello Stade Français – oltre a una questione personale, dato che molti sono nel club da più di un decennio – riguardava principalmente il loro futuro. Il Racing 92 infatti dispone di una rosa di giocatori superiore, almeno sulla carta, e avendo più disponibilità economica recentemente ha potuto ingaggiare diversi giocatori famosi. Per esempio Dan Carter, uno dei giocatori più forti al mondo, nonché il rugbista più pagato in attività e che gioca con il Racing 92 dal 2015. Di conseguenza molti giocatori dello Stade Français si sarebbero ritrovati probabilmente a fare le riserve, mentre altri sarebbero stati direttamente tagliati. Insieme, le due squadre contano 90 giocatori, ma se avessero completato la fusione sarebbero stati tagliati ben 45 giocatori, la maggior parte dei quali provenienti dallo Stade Français.

Ieri pomeriggio il capitano dello Stade Français, Sergio Parisse — che è anche capitano della nazionale italiana — si è presentato a Murrayfield, dove l’Italia ha giocato contro la Scozia, indossando una fascia rosa dello Stade Français intorno al braccio, in segno di protesta contro la fusione.