Il pilota di un drone è stato condannato a 30 giorni di prigione per aver ferito due persone

È una delle pene più severe date per cose simili: il drone era precipitato tra la folla alla Pride Parade del 2015 a Seattle

(Imaginechina via AP Images)

A Seattle, nello stato di Washington (Stati Uniti), un uomo è stato condannato a 30 giorni di prigione per avere ferito due persone mentre stava manovrando un drone, usato per alcune riprese durante la Pride Parade del 2015 in città. Un tribunale ha ritenuto colpevole Paul M. Skinner di condotta pericolosa, ed è la prima volta che qualcuno viene condannato per avere utilizzato un drone in uno spazio pubblico a Seattle. La condanna è una delle poche così severe emesse finora negli Stati Uniti per i piloti di droni: una delle due persone colpite aveva perduto i sensi per qualche minuto.

Skinner, che ha 38 anni e gestisce una piccola azienda per fotografie aeree, dovrà pagare anche una multa di 500 dollari. L’accusa aveva chiesto 90 giorni di carcere per lui, sostenendo che il drone avrebbe potuto causare danni molto più seri mentre precipitava al suolo. L’avvocato di Skinner ha invece definito eccessiva la condanna per un incidente e non certo un atto intenzionale; ha inoltre detto che si è voluto fare del suo cliente un caso esemplare, per disincentivare l’uso dei droni per le riprese aeree.

L’incidente era avvenuto il 28 giugno del 2015 all’incrocio tra Fourth Avenue e Madison Street durante la Pride Parade. Un drone di circa 45 centimetri di lato, e pesante poco meno di 1 chilogrammo, pilotato da Skinner andò a sbattere contro la facciata di un edificio, precipitò al suolo tra la folla e dopo avere ferito una prima persona colpì in testa una donna di 25 anni. Il suo compagno l’afferrò in tempo prima che si accasciasse al suolo priva di sensi. In seguito la coppia fu aiutata da un vigile del fuoco, che chiamò la polizia. Skinner ammise di essere il proprietario del drone e collaborò con gli agenti.

Durante il processo, l’accusa ha intervistato diversi testimoni. Tra questi, oltre alla donna che aveva subito una lieve commozione cerebrale, anche un uomo graffiato da alcune parti del drone mentre precipitava a terra. Skinner è stato ritenuto responsabile per l’accaduto e il prossimo 25 maggio dovrà comparire nuovamente davanti ai magistrati, questa volta per determinare i danni che dovrà pagare alla donna, che ha dovuto affrontare alcune spese sanitarie dopo l’incidente. L’avvocato di Skinner ha già fatto sapere che ricorrerà in appello, quindi fino al nuovo processo il suo cliente non dovrà scontare i 30 giorni di prigione né pagare la multa alla città di Seattle.

L’utilizzo dei droni commerciali, quindi acquistabili da tutti e in alcuni casi con la spesa di poche centinaia di euro, non è ancora regolamentato in buona parte del mondo. Negli Stati Uniti, dove i droni sono sempre più diffusi, la Federal Aviation Administration (FAA), l’agenzia governativa che si occupa dell’aviazione civile, sta valutando l’introduzione di nuove regole per il loro utilizzo. In un rapporto sul 2016, la FAA dice di avere ricevuto un numero crescente di segnalazioni di possibili incidenti che hanno coinvolto i droni. In 1.200 casi si è trattato di possibili collisioni tra droni e aeroplani, nel 2015 erano stati 874.

Confermare gli incidenti è però molto difficile e a oggi la FAA non ha potuto registrarne con certezza nessuno. A marzo dello scorso anno aveva fatto molto discutere la segnalazione di un drone che avrebbe mancato di circa 60 metri un aereo di linea di Lufthansa mentre si stava avvicinando all’aeroporto di Los Angeles. Può sembrare una distanza ampia, ma non lo è più di tanto in un contesto come quello aereo, con alte velocità e traiettorie prestabilite per gli aeroplani.

Nei pressi di Seattle l’estate scorsa un aereo da turismo aveva dovuto effettuare alcune manovre diversive per allontanarsi da un drone. A gennaio, un drone era invece andato a sbattere contro lo Space Needle, la torre panoramica e principale simbolo di Seattle. Il drone era finito sul terrazzo più alto della torre, dove c’erano alcuni operai al lavoro, che per poco non sono stati colpiti.

In seguito ai recenti incidenti, nello stato di Washington si sta valutando l’introduzione di nuove leggi statali per regolamentare l’uso dei droni. I produttori di questi dispositivi sono però contrari all’adozione di leggi a livello statale, perché potrebbero essere in conflitto con quelle federali della FAA. Inoltre, una regolamentazione troppo severa o confusa potrebbe avere conseguenze sul mercato, riducendo le vendite dei droni.

Le linee guida e i regolamenti emessi finora dalla FAA prevedono che i droni possano essere pilotati solo a patto di rimanere visibili al loro operatore. Questa restrizione rende impossibile l’utilizzo dei droni per attività diverse dalle riprese, come per esempio la consegna di pacchi a distanza. Per questo motivo aziende come Amazon e UPS stanno facendo pressioni per ottenere modifiche ed eccezioni, in modo da utilizzare i loro droni sperimentali per le consegne a domicilio.