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  • martedì 7 febbraio 2017

Chi è Ermal Meta

È in gara al Festival di Sanremo, ha origini albanesi e la sua canzone si chiama "Vietato morire"

Ermal Meta (ANSA/ETTORE FERRARI)

Ermal Meta è uno dei cantanti in gara al Festival di Sanremo: è un musicista e cantautore albanese naturalizzato italiano, e stasera canterà per ultimo, con la sua canzone “Vietato morire”. Dovesse qualificarsi alla serata finale di sabato (in cui canteranno 16 artisti), nella serata di venerdì potrebbe essere uno dei 12 cantanti a portare una cover: in quel caso canterebbe “Amara terra mia”, una canzone del 1971 di Domenico Modugno.

Ermal Meta (è il suo vero nome) è nato in Albania e vive in Italia da quando ha 13 anni: si trasferì a Bari, in Puglia, insieme alla famiglia. Iniziò a fare musica facendo il chitarrista nel gruppo Ameba 4, che partecipò al Festival di Sanremo del 2006 nella sezione dedicata ai giovani: la canzone si intitolava “Rido… forse mi sbaglio”. Sempre insieme agli Ameba 4, incise un album per l’importante Sugar Music, la casa discografica di Caterina Caselli. Poco dopo l’uscita di quell’album il gruppo si sciolse e nel 2007 Meta fondò il gruppo La Fame di Camilla, che tra il 2009 e il 2012 fece tre dischi. Nel 2010 partecipò di nuovo a Sanremo, sempre nella categoria riservata ai giovani. Anche quel gruppo si sciolse ed Ermal Meta è solista dal 2012. Oltre che cantante è anche un apprezzato compositore: ha scritto canzoni per Patty Pravo, Marco Mengoni, Emma, Giusy Ferreri e Francesca Michielin, tra gli altri.

Meta ha anche inciso le canzone “Tutto si muove” e “Volevo perdonarti, almeno”, che potreste aver sentito se guardavate la serie tv Braccialetti rossi.

Meta ha partecipato a Sanremo anche nel 2016, sempre nella categoria delle “nuove proposte”, che ha preso il posto della categoria “giovani”. A quel Festival portò la canzone “Odio le favole”.

Il testo completo di “Vietato Morire

Ricordo quegli occhi pieni di vita
E il tuo sorriso ferito dai pugni in faccia
Ricordo la notte con poche luci
Ma almeno là fuori non c’erano i lupi
Ricordo il primo giorno di scuola
29 bambini e la maestra Margherita
Tutti mi chiedevano in coro
Come mai avessi un occhio nero
La tua collana con la pietra magica
Io la stringevo per portarti via di là
E la paura frantumava i pensieri
Che alle ossa ci pensavano gli altri
E la fatica che hai dovuto fare
Da un libro di odio ad insegnarmi l’amore
Hai smesso di sognare per farmi sognare
Le tue parole sono adesso una canzone
Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai
E ricorda che l’amore non colpisce in faccia mai
Figlio mio ricorda
L’uomo che tu diventerai
Non sarà mai più grande dell’amore che dai
Non ho dimenticato l’istante
In cui mi sono fatto grande
Per difenderti da quelle mani
Anche se portavo i pantaloncini
La tua collana con la pietra magica
Io la stringevo per portarti via di là
Ma la magia era finita
Restava solo da prendere a morsi la vita
Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai
E ricorda che l’amore non colpisce in faccia mai
Figlio mio ricorda
L’uomo che tu diventerai
Non sarà mai più grande dell’amore che dai
Lo sai che una ferita si chiude e dentro non si vede
Che cosa ti aspettavi da grande, non è tardi per ricominciare
E scegli una strada diversa e ricorda che l’amore non è violenza
Ricorda di disobbedire e ricorda che è vietato morire, vietato morire
Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai
E ricorda che l’amore non ti spara in faccia mai
Figlio mio ricorda bene che
La vita che avrai
Non sarà mai distante dell’amore che dai.
Ricorda di disobbedire
Perché è vietato morire.
Ricorda di disobbedire
Perché è vietato morire.
Perché è vietato morire.
Vietato morire

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