Penelope Fillon e François Fillon, Parigi, 29 gennaio 2017 (ERIC FEFERBERG/AFP/Getty Images)
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  • martedì 31 Gennaio 2017

La situazione di François Fillon si complica

Il candidato del centrodestra in Francia è accusato di aver assunto la moglie per un finto lavoro da assistente parlamentare pagandola, in totale, quasi 900 mila euro

Penelope Fillon e François Fillon, Parigi, 29 gennaio 2017 (ERIC FEFERBERG/AFP/Getty Images)

Il settimanale satirico Le Canard enchaîné ha pubblicato un nuovo pezzo della storia che ha a che fare con Penelope Fillon, moglie del candidato del centrodestra alle presidenziali di aprile François Fillon. La procura ha avviato un’inchiesta preliminare perché Penelope Fillon è sospettata di aver beneficiato di un posto di lavoro fittizio come assistente parlamentare del marito e come consulente di un giornale di proprietà di un amico del marito. Le Canard enchaîné – che accanto alle vignette umoristiche è sempre stato attento agli scandali sulla politica e che per primo aveva raccontato la storia la settimana scorsa – scrive ora che per quegli incarichi Penelope Fillon avrebbe percepito più di 900 mila euro (e non 500 mila come precedentemente affermato dallo stesso giornale). C’è poi un nuovo fatto, e coinvolge i figli di Fillon: giovedì 26 gennaio, intervistato sul canale televisivo TF1, il candidato repubblicano aveva detto che quando era senatore aveva impiegato due dei suoi figli che erano avvocati per delle “missioni specifiche”. La dichiarazione, fatta spontaneamente da Fillon, è stata verificata da alcuni giornali che hanno scoperto che i due figli di Fillon, all’epoca, non erano avvocati ma studenti di giurisprudenza.

La moglie di Fillon
La scorsa settimana Le Canard enchaîné aveva scritto che Penelope Fillon (Penelope Kathryn Clarke, all’anagrafe) aveva ricevuto circa 500 mila euro come assistente parlamentare dal marito dal 1998 al 2002 e poi per sei mesi nel 2012. La donna era stata assistente anche del deputato che aveva sostituito Fillon, Marc Joulaud, dal 2002 al 2007. Nel nuovo articolo – che uscirà con l’edizione del 1 febbraio – il settimanale parla di cifre ben superiori, pari cioè a 831.440 euro lordi e dice che Penelope Fillon avrebbe lavorato come assistente parlamentare anche tra il 1988 e il 1990. Nella sua intervista a TF1 il candidato alla presidenza della Francia aveva detto che la moglie lavorava «da sempre» con lui, ma anche che era stata assunta nel 1997. Inoltre, secondo il settimanale satirico, la donna avrebbe ricoperto il suo incarico non fino al 2012 ma fino al 30 novembre del 2013. Cifre e tempistiche a parte, Le Canard enchaîné continua a mettere in dubbio che quello di Penelope Fillon sia stato un lavoro reale.

Nulla, in base alla legge francese, vieta a un parlamentare di impiegare un proprio parente anche stretto, tuttavia la remunerazione deve corrispondere a un impiego vero e non fittizio. Dopo il primo articolo di Le Canard enchaîné la procura finanziaria nazionale francese ha aperto un’indagine preliminare per appropriazione indebita, abuso di beni pubblici e occultamento. La procura indaga anche sull’impiego di Penelope Fillon al giornale La Revue des deux mondes, per il quale sarebbe stata pagata 5 mila euro lordi mensili tra il maggio del 2012 e il dicembre del 2013. Anche in questo caso non è chiaro se l’impiego fosse reale: il direttore della rivista, Michel Crépu, è stato intervistato da Le Canard enchainé e ha spiegato che Penelope Fillon «ha firmato due, forse tre note di lettura»: «In nessun momento ho avuto l’impressione che quello potesse somigliare a un lavoro di consulente letterario».

Martedì 31 gennaio gli investigatori della procura hanno richiesto all’Assemblea Nazionale una serie di documenti per fare delle verifiche sull’impiego di Penelope Fillon e hanno perquisito anche la sede de La Revue des deux mondes. Ieri Penelope e François Fillon sono stati ascoltati separatamente a Versailles. Il sostituito al Senato di Fillon, Marc Joulaud, è stato invece convocato domani, mercoledì 1 febbraio.

I figli di Fillon
Le Canard enchaîné dice infine che Fillon avrebbe assunto due dei suoi figli quando era al Senato tra il 2005 e il 2007 dando loro come stipendio 57 mila e 26 mila euro lordi. Marie Fillon – che a quel tempo aveva 23 anni e che stava terminando gli studi di legge – sarebbe stata impiegata come assistente dal settembre del 2005 fino alla fine del 2006 ricevendo un compenso di quasi 4 mila euro lordi la mese. Dal 1 gennaio del 2007 al posto di Marie sarebbe stato assunto un altro figlio di Fillon, Charles: anche lui all’epoca aveva 23 anni e venne pagato quasi 5 mila euro lordi al mese, il 27 per cento in più rispetto alla sorella maggiore. Charles avrebbe lavorato per il padre fino al giugno del 2007.

Nella sua intervista a TF1 Fillon aveva raccontato che aveva pagato «per due missioni specifiche» due dei suoi figli «che erano avvocati, per le loro competenze»: all’epoca dei fatti erano però ancora degli studenti e non avevano alcun titolo professionale. Nelle ultime ore Fillon ha corretto le proprie dichiarazioni sui figli spiegando di essere stato impreciso a causa dell’emozione: voleva insomma dire che i suoi figli sono avvocati oggi e non che lo fossero quando erano suoi assistenti.

Cosa dice Fillon
Già la scorsa settimana Fillon aveva detto che se venisse messo in stato di accusa ritirerebbe la propria candidatura. Si era comunque difeso garantendo che l’impiego della moglie era «legale», «completamente trasparente» e anche «reale» e aveva detto che il vero obiettivo delle accuse era quello di compromettere la sua candidatura, di colpire «colui che» aveva «vinto le primarie del centrodestra».

Dopo le ultime notizie ha ribadito il concetto dicendo: «Per quanto ne so nella storia della Quinta Repubblica, questa situazione non si è mai verificata. Mai, a meno di tre mesi da un’elezione presidenziale, un’operazione di tale portata e così da professionisti è stata montata per cercare di eliminare un candidato con mezzi diversi dal voto democratico. Ognuno ne trarrà le conseguenze. Ho fiducia nella giustizia. Sono sicuro, sono sereno e aspetto, ora, la fine di questa indagine».

Il caso sta comunque rendendo complicata la candidatura di Fillon alle presidenziali. Durante la sua campagna elettorale Fillon ha spesso parlato del «coraggio della verità», ha detto che i francesi «percepiscono la sincerità e la coerenza» della sua candidatura. E prima delle primarie aveva attaccato Sarkozy – coinvolto in molti procedimenti giudiziari – dicendo: «Immaginate un de Gaulle rinviato a giudizio?». Qualche settimana fa ha poi detto: «Non si può guidare la Francia se non si è perfetti».