Un frame di una delle pubblicità italiane del Nesquik del 2016 in cui si vede la nuova grafica del logo e un Quicky più piccolo che in passato (YouTube/Nestlé)

Nestlé cambierà il Nesquik

Riducendo ancora di più la percentuale di zucchero presente nella famosa polvere per fare il latte al cioccolato

Un frame di una delle pubblicità italiane del Nesquik del 2016 in cui si vede la nuova grafica del logo e un Quicky più piccolo che in passato (YouTube/Nestlé)

Nestlé metterà meno zucchero nel cacao solubile Nesquik, per provare ad aumentarne le vendite facendolo apparire più salutare. Tra il 2017 e il 2018, prima in Europa e poi negli Stati Uniti, Nestlé produrrà una nuova versione di Nesquik che conterrà 3,4 grammi di zuccheri per porzione (cioè in 13,5 grammi di cacao aggiunti a 200 millilitri di latte parzialmente scremato) invece che 20 come ora. Nestlé è la più grande società produttrice di alimenti confezionati – le sue vendite ammontano a più di 84 miliardi di euro all’anno – ma negli ultimi anni non è riuscita a raggiungere l’obiettivo annuale del 5-6 per cento di crescita. Nel campo del marketing un altro cambiamento di Nesquik, già avvenuto nei paesi europei (lo scorso aprile in Italia), riguarda la mascotte del prodotto, il coniglio Quicky: sulle nuove confezioni è disegnato più piccolo, in modo da risultare meno attraente e ingannevole per i bambini.

Secondo un’analisi della società Euromonitor, Nesquik è il secondo prodotto al mondo nel settore delle sostanze solubili per aromatizzare le bevande dopo Milo, il malto solubile molto popolare nei paesi asiatici, in India in particolare. Anche Milo è un prodotto di Nestlé. I marchi Nesquik e Milo (che comprendono anche altri prodotti, come alcuni tipi di cereali, merendine e sciroppi) contribuiscono al 4 per cento del fatturato di Nestlé.

Nestlé aveva iniziato a ridurre la quantità di zuccheri nel Nesquik venduto negli Stati Uniti già nel 2015, dove il prodotto è disponibile anche in una versione non zuccherata. Dopo questo primo cambiamento la fetta di mercato di Nesquik nel settore del cioccolato solubile nel paese è cresciuta dal 9,8 per cento nel 2013 al 10,8 nel 2016, segno che probabilmente i consumatori di questi prodotti sono interessati alle versioni meno zuccherate. Nei paesi europei la ricetta con meno zuccheri è stata proposta con il nome Opti-Start in Italia, Nutri-Start nel Regno Unito e Opti-Déj in Francia. Secondo il Wall Street Journal, la nuova versione con ancora meno zuccheri sarà introdotta nel Regno Unito e poi in altri paesi europei questa primavera e negli Stati Uniti nel 2018.

Si era parlato degli sforzi di Nestlé per diminuire gli zuccheri presenti nei suoi prodotti anche lo scorso dicembre, quando l’azienda aveva annunciato di aver trovato un modo per ridurre del 40 per cento la quantità di zucchero in alcune delle sue barrette al cioccolato, senza cambiarne il gusto. La tecnica, che sarà usata sui prodotti in commercio a partire dal 2018, consiste in un metodo per strutturare diversamente i cristalli di zucchero, in modo che si sciolgano più in fretta e quindi siano percepiti di più dalla lingua anche se sono presenti in quantità minori.

È dal 2007 che Nestlé sta lavorando per ridurre la quantità di zucchero nei suoi prodotti. La maggior parte delle pubblicazioni scientifiche dice che gli zuccheri dovrebbero corrispondere solo al 5-10 per cento del fabbisogno giornaliero di calorie, a seconda dell’età: le ricerche dicono però che in Occidente ne vengono consumati mediamente di più (12,3 per cento tra gli adulti britannici, per esempio).

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