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  • domenica 29 gennaio 2017

Barcellona ha troppi turisti

E gli abitanti se ne lamentano: il comune ha approvato un piano per provare a ridurli progressivamente, ma non è chiaro quanto potrà funzionare

(LLUIS GENE/AFP/Getty Images)

Il 27 gennaio il comune di Barcellona ha approvato una piano – il PEUAT, piano urbano speciale per la ricettività turistica – che ha fondamentalmente lo scopo di ridurre il numero dei turisti. Il PEUAT fra le altre cose vieta l’apertura di nuovi alberghi nel centro città, anche nel caso in cui dovessero chiudere alcuni di quelli vecchi: El País ha scritto che è una decisone «senza precedenti in Europa», ma alcuni hanno fatto notare che il piano non influirà sull’espansione dei servizi privati per affittare stanze o appartamenti.

Barcellona ha 1,6 milioni di abitanti e nel 2016 ha avuto 32 milioni di turisti. L’alto numero di turisti è un problema da anni perché secondo molti cittadini è diventato complicato vivere in alcune parti della città. Il 28 gennaio si è tenuta una manifestazione sulla Rambla, la principale strada del centro di Barcellona, in cui diverse associazioni di residenti di quell’area hanno “occupato” la strada, per protestare contro i troppi turisti. Lo slogan della manifestazione era “Barcellona non è in vendita”. Secondo le associazioni, il PEUAT va nella giusta direzione ma è comunque troppo poco, perché non fa niente per ridurre il numero di alloggi offerti in strutture più “informali” come le stanze o gli appartamenti messi a disposizione da siti come Airbnb.

La legge approvata dal comune di Barcellona ha l’obiettivo di ridurre le possibilità di alloggi al momento esistenti per i turisti: interrompendo le licenze per la costruzione di nuovi hotel e per la concessione di appartamenti privati, il Comune stima di poter gradualmente ridurre l’offerta turistica. Il Guardian spiega però che la nuova legge non riguarda i progetti già approvati, e che di conseguenza gli effetti del PEUAT potranno vedersi solo dopo il 2019.

Al momento a Barcellona sono disponibili circa 75mila posti letto negli hotel, più altri 50mila in appartamenti in cui è legalmente permesso ospitare turisti. Si calcola però che ci sia un’offerta di almeno altri 50mila posti letto in appartamenti che non sono registrati per poterlo fare. Nel 2016 Barcellona diede una multa di 600mila dollari a Airbnb e HomeStay – due famosi siti che permettono di pernottare in case private – per aver offerto alloggi e pernottamenti in case senza regolare licenza. Il Financial Times ha scritto che Barcellona è la quinta città europea per numero di pernottamenti dopo Londra, Parigi, Berlino e Roma: città però che hanno una popolazione molto più numerosa.

Chi protesta contro i troppi turisti fra le altre cose lo fa perché sostiene che l’aumento di appartamenti destinati a loro abbia fatto salire eccessivamente il prezzo di quelli dei residenti. Inoltre Manel Casals, direttore dell’associazione degli albergatori di Barcellona, ha detto che la legge «ha sbagliato target», perché dei 32 milioni di turisti che ci sono stati nel 2016 solo 8 milioni hanno pernottato negli hotel, e che di conseguenza quello degli alberghi è un falso problema. Secondo Casales, la maggior parte dei turisti sono stati a Barcellona per un solo giorno, senza quindi dormire in nessun tipo di struttura per turisti: «Non stanno regolamentando il turismo, ma solo i posti in cui la gente può dormire».

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