Il sergente Andrew Finneran dell'esercito americano con una pistola Sig Sauer durante un addestramento in Afghanistan nel 2015 (U.S. Army/Capt. Charlie Emmons, TAAC-E Public Affairs)
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  • martedì 24 Gennaio 2017

L’esercito americano cambierà pistola

Dopo oltre trent'anni abbandonerà la Beretta M9 – considerata superata – per passare a un modello prodotto da Sig Sauer

di Thomas Gibbons-Neff – The Washington Post
Il sergente Andrew Finneran dell'esercito americano con una pistola Sig Sauer durante un addestramento in Afghanistan nel 2015 (U.S. Army/Capt. Charlie Emmons, TAAC-E Public Affairs)

Dopo quasi due anni di ricerche, l’esercito degli Stati Uniti ha finalmente scelto la pistola che sostituirà l’arma da fianco in dotazione da quasi 32 anni al ramo delle forze armate statunitensi. Il contratto da 589 milioni di dollari (circa 539 milioni di euro) per il “Modular Handgun System” è stato ottenuto da Sig Sauer, un’azienda tedesca produttrice di armi da fuoco, stando a un comunicato diffuso dall’esercito. La Beretta M9 da 9 millimetri attualmente in dotazione all’esercito, e ormai obsoleta, sarà rimpiazzata da una variante della P320 di Sig Sauer.

Nonostante nel comunicato l’esercito americano non abbia specificato quale sarà la nuova pistola, un rappresentante di Sig Sauer ha confermato al sito Military.com durante una fiera di armi da fuoco a Las Vegas che il nuovo modello adottato dall’esercito americano sarà la P320. «Sfruttando al meglio una piena e aperta competizione tra i nostri partner industriali abbiamo massimizzato i progressi del settore privato relativi alle pistole, alle munizioni e ai caricatori; il risultato finale garantirà un sistema di armi decisamente superiore per i nostri soldati», ha scritto in un comunicato via email la dirigente responsabile degli approvvigionamenti dell’esercito americano Steffanie Easter.

L’esercito americano aveva iniziato ufficialmente la ricerca di una nuova pistola nel 2011 e nell’ultimo anno aveva lentamente scremato la rosa delle aziende in gara da dodici a tre, tra cui Glock e Sig Sauer. Dopo l’annuncio, l’azienda italiana produttrice di armi Beretta aveva messo a disposizione una versione aggiornata dell’M9 attualmente in dotazione all’esercito americano, ma la sua proposta era stata rifiutata. Il modello di Sig era stato dato come favorito nella gara finale dagli esperti di armi da fuoco, in quanto era l’unico davvero “modulare” tra quelli in corsa. Su Bearing Arms, un blog americano dedicato alle pistole, Bob Owens aveva scritto a giugno che «tra i progetti citati la Sig Sauer P320, con il suo telaio serializzato e la possibilità di cambiare la lunghezza dell’impugnatura e le varie combinazioni per arretrare il carrello, è l’unico modello che sembra soddisfare i requisiti». Questo significa che mentre nelle altre pistole era possibile cambiare alcune parti e inserire accessori come torce e laser, il modello di Sig Sauer era l’unico in grado di convertire con facilità il calibro da 9 a .45 millimetri, cambiando soltanto alcune parti. La capacità di cambiare calibro è una caratteristica sempre più diffusa nei programmi militari americani dedicati alle armi. Questi sistemi però, come i fucili della serie SCAR o il programma Precision Sniper Rifle (“fucile di precisione da cecchino”), sono in uso solamente presso il Comando delle operazioni speciali degli Stati Uniti.

Da quando l’M9 ha iniziato a essere impiegata dall’esercito americano negli anni Ottanta, la progettazione e l’ergonomia delle pistole sono cambiate. Le pistole in polimeri – come quelle dell’austriaca Glock – sono diventate sempre più popolari tra le unità delle forze armate e le forze dell’ordine di tutto il mondo. Nonostante sia considerato un modello preciso e solido, negli ultimi anni l’M9 è stato apertamente criticato da alcune truppe di combattimento per via delle sue dimensioni, del peso e della tendenza a richiedere frequenti pulizie in ambienti desertici. Mentre l’esercito americano la sta progressivamente dismettendo, l’M9 viene ancora usata nella Marina, nel corpo dei marines e dall’Air Force, l’aeronautica militare americana, che però è a sua volta alla ricerca di una nuova pistola modulare.

Il Comando delle operazioni speciali impiega invece diverse pistole. I Navy Seals, le forze speciali della Marina statunitense, usano da anni la Sig Sauer P226, ma potrebbero presto adottare una Glock, mentre il Comando delle operazioni speciali della Marina sta per passare da una versione speciale di una pistola calibro .45 a una Glock. I progressi nella progettazione delle munizioni hanno complicato sempre di più i dibattiti su quale calibro sia il più adatto al combattimento. Tuttavia l’FBI – che negli Stati Uniti è da tempo considerata l’arbitro sul tema – ha deciso recentemente di tornare ai 9 millimetri abbandonando il più largo calibro .40.

© 2017 – The Washington Post