Cos’ha detto Renzi all’assemblea del PD

Ha parlato per circa un'ora, analizzando la sconfitta del referendum e proponendo il “Mattarellum” come base per la nuova legge elettorale

(ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Si è tenuta oggi l’Assemblea nazionale del Partito Democratico, cioè la riunione del partito a cui partecipano più componenti: era prevista per le 10, ma è iniziata alle 11.15 circa. Il discorso più importante è stato quello di Matteo Renzi, segretario del PD ed ex presidente del Consiglio: Renzi ha fatto quella che ha definito “l’analisi della sconfitta”, e fra le altre cose ha proposto che l’Assemblea voti una mozione sul proporre il cosiddetto “Mattarellum” – la legge elettorale in vigore fra 1993 e 2005 – come base di proposta per una nuova legge elettorale. Verso le 15, alla chiusura dei lavori, la mozione è stata votata approvata con 481 voti favorevoli e 10 contrari.

Nel suo discorso, Renzi ha detto che si aspettava 13 milioni di voti per il Sì, e che aver perso ottenendone 13,5 non è una scusa ma un segno di una grande partecipazione, da cui ripartire. Renzi ha poi attaccato il Movimento 5 Stelle: «una azienda privata che firma contratti con gli amministratori». Renzi ha poi aggiunto:

I signori del No non sottovalutino che c’è un 41% su cui fare i conti. Noi rifletteremo per ripartire. Il No non è una proposta politica omogenea e la prossime politiche si giocheranno su proposte. Il 41 per cento è una sconfitta, ma questo popolo ha bisogno di trovare luoghi da cui ripartire. E noi siamo il luogo più importante.

Renzi ha chiuso il suo intervento – lungo circa un’ora – dicendo che non intende girare l’Italia con un camper (come fece qualche anno fa) e che nel prossimo mese bisognerà ascoltare gli elettori, andando in ogni comune. Ha poi detto, parlando di elezioni, di essere disponibile per «giocare la partita a carte scoperte» proponendo agli altri partiti di scrivere una legge elettorale sulla base della base del cosiddetto “Mattarellum” (dopo il referendum, alcuni partiti di opposizione come Forza Italia si erano detti disposti ad accordarsi per una nuova legge elettorale). Renzi ha anche detto che avrebbe voluto fare un Congresso subito, ma che ascoltando altre opinioni ha deciso di farlo entro i tempi stabiliti, quindi alla fine del 2017.

Riguardo gli altri interventi, c’è stata parecchia agitazione per quello del vicepresidente della Camera Roberto Giachetti, che ha accusato Roberto Speranza – che da poco si è candidato a segretario – di avere una “faccia come il culo” per avere appoggiato la mozione di Renzi dicendo che era stata una sua idea, mentre secondo Giachetti quando era capogruppo alla Camera del PD si oppose a quel tipo di legge.

L’Assemblea nazionale è l’organismo più numeroso del PD: conta circa mille componenti ed è eletta direttamente attraverso il voto alle primarie con le liste collegate ai diversi candidati alla segreteria (chi è andato a votare per le primarie spesso non se n’è nemmeno accorto, ma ha votato per queste liste di candidati all’assemblea). Il compito dell’assemblea, al di là di ciò che in teoria è formulato nello statuto del partito, è la ratifica di alcune decisioni “istituzionali” – come l’elezione del segretario, o di un nuovo segretario in caso di dimissioni anticipate (come fu per Franceschini ed Epifani) – o il voto su interventi formali rilevanti, come le variazioni allo Statuto. Con un voto a maggioranza assoluta, l’assemblea ha anche la possibilità sfiduciare il proprio segretario.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.