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(Da "Westworld")
  • Cultura
  • martedì 13 Dicembre 2016

15 cose per chi ha finito “Westworld”

Curiosità e cose da sapere e cose che forse vi siete persi sulla serie di fantascienza ambientata nel vecchio West

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(Da "Westworld")

La prima stagione di Westworld – la serie di fantascienza western prodotta da HBO – è finita: se la seguivate su Sky Atlantic, l’ultima puntata è andata in onda ieri sera. Ci sarà di sicuro una seconda serie, e probabilmente anche una terza, ma non arriverà prima del 2018: per ora se vi siete appassionati vi resta solo da rimuginare su questi primi 10 episodi. Se guardate Westworld ma non siete ancora arrivati alla fine, o se pensate di guardarlo dopo che tutti-ne-parlano-così-bene, vi consigliamo di fermarvi qui per non rovinarvi niente (ma potete leggere questo, per farvi venire voglia di vederla, o questo, se vi manca solo l’ultimo episodio).

Westworld è una serie tv molto complessa, che richiede una grande attenzione a ogni frase, inquadratura o dettaglio e, se siete di quelli che vogliono capire tutto-tutto, un po’ di tempo speso a cercare blog, tweet, podcast, recensioni, spiegazioni, post su Reddit e discussioni varie di quelli che tra un episodio e l’altro si sono fatti un sacco di domande, trovando anche un buon numero di risposte. Abbiamo provato a mettere insieme il meglio di queste cose e di quelle che hanno invece raccontato Jonathan Nolan e Lisa Joy, i creatori della serie: per farvi dire un paio di “ohhh” e per farvi fare bella figura con gli amici al bar.

Dunque, ricapitolando

Nei primi episodi di Westworld (qui ne avevamo parlato più nel dettaglio) si era capito che Westworld era un casino. C’erano esseri umani che litigavano tra loro e tramavano contro altri esseri umani, esseri umani che in realtà non lo erano, robot che iniziavano a pensare da esseri umani e robot che credevano di farlo e invece lo facevano perché altri esseri umani gli avevano detto di farlo. Si faceva in certi casi fatica a capire cosa succedeva, e c’erano anche problemi legati al quando succedeva: ma era parte della bellezza di Westworld. Nelle ultime puntate si è capito che Bernard era un robot, che Bernard era un robot fatto per assomigliare ad Arnold, che Arnold aveva chiesto a Dolores di ucciderlo, e che l’Uomo in Nero era proprio William. Si è anche capito che il labirinto che William ha passato trent’anni a cercare non era fatto per lui ma per i robot, che Maeve stava facendo la sua rivolta perché così voleva Ford. Ford che, tra l’altro, si “chiarisce” con Dolores, spiega un po’ di cose all’Uomo in Nero e, soprattutto, presenta la sua linea narrativa, che prevede che i robot si ribellino a tutti i pezzi grossi presenti nel parco in quel momento (avete pensato anche voi al “Red Wedding” di Game of Thrones?). Poi: Dolores uccide Ford, anche se qualcuno ha ipotizzato che possa essere una replica di Ford (in stile Bernard) e che quello vero sia ancora vivo. Si è capito anche che certi robot – Hector e Armistice – se la cavano molto bene con i fucili, che ci sono più parchi (e che in uno ci sono i samurai) e che Felix non è un robot, nonostante a un certo punto gli venga un comprensibilmente ragionevole dubbio.

La teoria della mente bicamerale

“The Bicameral Mind” è il titolo dell’ultimo episodio, ed è anche una vera ipotesi sull’origine della mente umana, proposta negli anni Settanta dallo psicologo statunitense Julian Jaynes. Ford ne parla già nel terzo episodio. Per farla breve la teoria della mente bicamerale (o “bicameralismo“, ma non c’entra il parlamento italiano) dice che il cervello umano un tempo funzionava in modo diverso e, prima che si sviluppasse l’autocoscienza, nel pensiero c’era un continuo dialogo interno tra una parte della mente che “parla” e una che ascolta e obbedisce alle cose che l’altra dice di fare. Jaynes parlò di una specie di allucinazione, un qualcosa di simile a sentire una “voce di Dio” che parla dentro la testa di chi (secondo la sua ipotesi) aveva, fino a qualche millennio fa, una mente bicamerale. È quello di cui parla Ford, provando a spiegare che l’Uomo in Nero ha passato tre decenni a cercare una cosa che non lo riguardava più di tanto: il labirinto è qualcosa che serve ai robot per passare dalla mente bicamerale a una sorta di autocoscienza, non un livello più profondo di Westworld.

Westworld senza internet

Ci sono due modi per guardare Westworld. Il primo è semplice: ogni settimana ci si mette sul divano per un’ora si guarda quello che succede, ci si fa un pensiero e poi si aspetta una settimana per guardare l’episodio successivo. L’altro – qui tifiamo per quello – prevede un grande investimento di tempo nel guardare, se possibile subito dopo l’episodio, tutte le teorie e possibili interpretazioni dell’episodio. Per vedere se qualcuno ha fatto caso a qualcosa di fondamentale e rilevante, che noi ci siamo invece persi. Con Westworld è successo che tantissimi fan ne discutessero molto, soprattutto su Reddit, riuscendo in molti casi ad anticipare di qualche settimana cose che poi si sono rivelate vere anche nella serie: “Bernard è un robot” e “William è l’Uomo in Nero”, giusto per dirne due. Todd VanderWerff ha scritto su Vox, con un chiaro riferimento a Westworld, che «le teorie online hanno rovinato le serie tv». In poche parole, è un caso di intelligenza collettiva che funziona: migliaia di persone riescono a unire quasi tutti i puntini, cosa che uno spettatore da solo può fare solo in parte. C’è chi ha detto che «le svolte nella trama di Westworld sono facili da anticipare perché non sono il vero punto della questione» e c’è Quartz che ha spiegato che va bene così, perché chi vuole può evitarsi ogni teoria, per gli altri invece c’è la possibilità di partecipare a un’esperienza molto più grande e appagante. Se invece preferite guardare la tv con mezzo occhio chiuso, facendo altro, Westworld non fa per voi.

I Radiohead al piano meccanico

Una delle tante finezze per cui Westworld è stata ottimamente recensita e molto apprezzata dagli spettatori (è stata vista da ancora più persone di quelle che avevano visto la prima stagione di Game of Thrones, per capirci) riguarda le musiche suonate da quel piano meccanico che a un certo punto Maeve trova così fastidioso. Una è “No Surprises” dei Radiohead, una è “Something I Can Never Have” dei Nine Inch Nails e un’altra è una versione di “Paint it Black” dei Rolling Stones rifatta da Ennio Morricone. La canzone usata nell’ultimo episodio è ancora dei Radiohead: “Exit Music (For a Film)”. Le prime quattro parole della canzone sono “Wake / From your sleep”, (“svegliati dal tuo sonno”).

Due che sanno di cosa parlano

Dopo la fine della stagione Nolan e Joy hanno fatto qualche intervista. Nolan – fratello del più famoso Christopher e sceneggiatore di quasi ogni suo film – è anche l’ideatore della serie, basata su una storia di Michael Crichton e prodotta da J.J. Abrams. Joy è la moglie di Nolan, è co-autrice di Westworld e collabora alla maggior parte dei progetti del marito. I due hanno anche scritto la sceneggiatura di “The Bicameral Mind”, l’ultima puntata della prima serie. Intervistati da Entertainment Weekly hanno detto di “non dare nulla per scontato” (con riferimento alla morte di Ford), hanno ammesso che sì, ci saranno altri “mondi” oltre a Westworld e che sì, leggono Reddit e apprezzano molto il gran lavoro fatto da certi spettatori. Entertainment Weekly ha anche chiesto loro di descrivere con tre parole la seconda stagione (che ancora devono sceneggiare e ovviamente girare): Nolan ha detto «completo, fottuto, caos»; Joy ha detto: «follia e trascendenza». C’è però anche la concreta possibilità (e questo vale anche per altre cose che leggerete più avanti) che Nolan e Joy ci stiano palesemente trollando. In un’intervista Variety ha chiesto a Nolan: «Quanto è morto Ford?». Lui ha risposto: «Oh, è morto».

Le teorie sul finale

A proposito dei fan su Reddit, Vulture ha messo insieme alcune delle principali teorie elaborate su quello che succede nell’ultimo episodio di Westworld. La prima riguarda Ford: forse quello a cui Dolores spara è una sua replica. E poi Anthony Hopkins è un grande attore, bisogna proprio far morire il suo personaggio? Un’altra questione riguarda Maeve: alla fine riesce a scegliere da sé e per sé, o anche quando scende dal treno sta facendo quello per cui era stata programmata? E se sì, perché prima di scendere dal treno non prende la borsetta con cui era salita? Perché ha deciso di non “obbedire agli ordini”, o perché tutte le sue azioni servivano solo a mettere lì quella borsetta? A questa cosa c’è una risposta (in inglese: qui) ed è molto bella, perché spiega come una particolare tecnica di ripresa è stata scelta apposta per comunicare un messaggio ben preciso (o forse stanno solo continuando a trollarci). Ma magari non volete spolier. Altre questioni in parte senza risposta, ma con qualche indizio (tutti qui): Abernathy, il padre di Dolores, dov’è finito? E Logan, dopo che trent’anni fa lo legarono nudo su un cavallo? Ed Elsie, la giovane collaboratrice di Bernard?

Evan Rachel Wood e Siri

Una cosa un po’ più leggera, ora. Però c’entrano sempre le intelligenze artificiali: Evan Rachel Wood, l’attrice che interpreta Dolores, ha chiesto a Siri – l’assistente vocale dei dispositivi Apple – se per caso guardasse Westworld. Siri ha risposto nel miglior modo possibile: «Non mi dice niente».

https://twitter.com/evanrachelwood/status/806623070941310976

Ed Harris si è perso nel labirinto

Sempre parlando di attori: Ed Harris, che interpreta l’Uomo in Nero, ha spiegato in un’intervista che, a essere proprio sinceri, lui tutta quella questione del labirinto e della mente bicamerale non l’ha capita benissimo. A una domanda sulla sua reazione dopo aver «scoperto che il labirinto era un giocattolo», ha risposto: «Insomma, [ho pensato] cosa diavolo è? Cosa sta succedendo? Devo dirtelo, non mi è ancora ben chiaro cosa rappresenti. Ma il fatto che in realtà non significhi nulla, o che non esista… ancora non ci ho pensato per bene. Ma ancora devo vedere l’episodio». L’intervista è del 5 dicembre. Chissà se poi ha capito.

William è l’Uomo in Nero, dunque

Alcuni spettatori se n’erano accorti dopo un paio di episodi, e qui sul Post accennammo alla possibilità dopo la quinta puntata. Vulture ha raccolto tutti gli indizi che un episodio dopo l’altro hanno fatto intuire che i due erano in realtà la stessa persona, Vanity Fair ha fatto la stessa cosa e Jimmy Simpson, che interpreta William ha spiegato a Vanity Fair che per farlo assomigliare a Harris gli hanno molto modificato le sopracciglia.

Forse abbiamo capito dov’è, e forse pure quand’è Westworld

A guardare un fermo immagine dell’ultima puntata sembra esserci scritto “Mainland Infiltration” cioè infiltrazione nella terraferma. Secondo alcuni potrebbe voler dire che tutto il complesso di Westworld si trova su un’isola. Allo stesso modo c’è chi, andando sui siti creati apposta dalla produzione per la serie tv (Delos Incorporated e Discover Westworld) dice di aver capito che la serie sarebbe ambientata nel 2052. Uno dei due siti è inaccessibile dall’Italia, l’altro mostra uno strano codice. Che qualcuno, ovviamente su Reddit, ha provato a decifrare. Non sono vere e proprie prove, e non contano spoiler, perché nessuno sa se sono cose vere o meno. Intanto, nel dubbio, sappiate anche che la HBO ha registrato il dominio web exploresamuraiworld.com. Potrebbe anche interessarvi sapere che nella storia da cui è tratto Westworld, scritta da Michael Crichton, ci sono anche un parco medievale e uno a tema “Antica Roma”.

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Dolores cita Jurassic Park?

Crichton tra le altre cose ha scritto Jurassic Park. Magari è un caso, o magari è fatto apposta per farci sorridere, ma quando nell’ultimo episodio Dolores parla con l’Uomo in Nero dice che animali grandi quanto montagne una volta camminavano e che di essi ora restano solo ossa e ambra. Animali grandi quanto montagne, ambra: Jurassic Park. C’è anche un altro riferimento: quando nel quinto episodio Felix risveglia un uccellino del parco dice, in inglese: «That’s it. Come on little one». È la stessa cosa detta da John Hammond in Jurassic Park.

Westeros World

Westeros è il mondo in cui è ambientato Game of Thrones. George R.R. Martin è il creatore di Game of Thrones. A ottobre Joy e Nolan spiegarono che – per scherzare, forse – Martin buttò lì la proposta di fare una storia su un parco a tema “Westeros”. Hanno però detto che no, hanno già tante cose da raccontare così. Però, chissà, alla fine sono entrambe serie tv della HBO, quindi è bello crederci. E poi in un piccolo dettaglio le due serie si sono già collegate: la spilla indossata da Logan è molto simile a quella che in Game of Thrones viene data a chi è Hand of The King (consigliere del re).

Quella fotografia

Questa è complicata: si inizia dalla foto del mondo-vero che Abernathy trova in uno dei primi episodi, e che poi si scopre essere stata persa da William (era una foto della sua fidanzata). Quella foto è stata presa dal database di Getty Images – un grande archivio di foto a pagamento – e la ragazza in foto è una modella che partecipò a un’edizione di America’s Next Top Model. Qualcuno – su Reddit, ovviamente – ha ipotizzato che la foto faccia parte di un più grande progetto narrativo di Westworld.

La scena extra dell’ultimo episodio

L’avete vista, vero? Se ve la siete persa, o se già eravate su Reddit a cercare teorie sul finale, è qui e c’è Armistice (cioè l’attrice Ingrid Bolso Bernda). L’ultima volta che l’avevamo vista era con il braccio intrappolato in una porta e Hector che le diceva “Die well”, “muori bene”.

Avevamo già visto il finale

Qualche settimana fa, nel sesto episodio. Nel modellino sulla scrivania di fronte a Ford.

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