L'elefante della Minerva fotografato il 14 novembre 2016 dopo il danneggiamento (ANSA / MASSIMO PERCOSSI)
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  • martedì 15 Novembre 2016

Cosa è successo all’Elefante della Minerva

Al popolare monumento accanto al Pantheon qualcuno ha rotto un pezzetto di zanna, un'integrazione di malta del 1977: ripararla costerà circa 2mila euro

L'elefante della Minerva fotografato il 14 novembre 2016 dopo il danneggiamento (ANSA / MASSIMO PERCOSSI)

Lunedì mattina presto alcune turiste hanno scoperto che alla statua dell’Elefante della Minerva – che si trova a Roma nella piazzetta della Minerva subito alle spalle del Pantheon – era stata rotta l’estremità di una delle due zanne, e hanno consegnato alla polizia il pezzo trovato. È un’integrazione in malta che risale a un restauro compiuto nel 1977, riferiscono i giornali citando la Soprintendenza, che ha stimato un costo tra i 1.500 e i 2.500 euro per ripararla. Non si sa ancora niente di cosa o chi abbia provocato la rottura, ma l’incidente ha riaperto un intenso dibattito sulla protezione dei monumenti.

Minerva

Roma – La statua dell’Elefante di Gian Lorenzo Bernini, che sostiene l’obelisco di piazza della Minerva a Roma, è stata sfregiata da un gruppo di vandali. Una zanna è stata ritrovata staccata e sono stati rilevati altri segni accanto alla parte danneggiata.
L’elefante del Bernini è un piccolo gioiello del Barocco romano, ma anche un’inesauribile fonte di motti e lazzi dei romani, che lo chiamarono il “porcino della Minerva” per la sua stazza giudicata eccessiva anche per un pachiderma.
Tra i 1.500 e i 2.500 euro di spesa, con un intervento della durata di due o tre giorni. Questi il costo e la tempistica stimati dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali del Campidoglio per restaurare la zanna della statua dell’elefante, disegnato da Gian Lorenzo Bernini, vandalizzata questa notte nella centralissima piazza della Minerva a Roma. Lo rende noto la Sovrintendenza capitolina. Questa mattina i funzionari capitolini hanno effettuato un sopralluogo stimando che danno consiste nella caduta di una integrazione in malta della punta della zanna sinistra dell’elefantino. Il pezzo, a forma di cono, misura 12 cm di lunghezza e ha un diametro tra i 7 e gli 8 cm alla base. Dalle ricerche effettuate dalla Sovrintendenza risulta che l’integrazione era gia’ presente in entrambe le zanne nel restauro del 1977.
La parte del monumento caduta e’ stata posta sotto sequestro giudiziario e pertanto al momento non e’ possibile intervenite immediatamente per ricollocarla. Gli uffici della Sovrintendenza, in attesa del dissequestro del frammento, verificheranno lo stato conservativo della zanna nel punto di frattura e, nell’occasione, si effettuera’ il monitoraggio dello stato conservativo di tutto il monumento, che e’ stato restaurato a cavallo tra il 2011 e il 2012.

(continua a leggere sul sito dell’agenzia di stampa AGI)