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(Da "Knight of Cups")

Stasera cinema?

Due commedie discrete, un film dal libro di Gramellini, uno su un curatore editoriale e uno di Terrence Malick, per coraggiosi

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(Da "Knight of Cups")

Giovedì prossimo uscirà Animali fantastici e dove trovarli (il nuovo Harry Potter, più o meno), ed è quasi certo che diventerà uno dei film più visti dell’anno. Intanto altri film con minori ambizioni possono però guadagnarsi il loro spazio: questa settimana non è uscito niente che per attese, budget o qualità sia paragonabile a quel film, ce ne sono però alcuni di abbastanza interessanti. Due sono commedie – Che vuoi che sia, di Edoardo Leo, e Masterminds – I geni della truffa, con Zach Galifianakis. Poi ci sono anche Fai bei sogni (il film di Marco Bellocchio tratto dal libro di Massimo Gramellini, che nel 2012 vendette tantissime copie) e Genius, un buon film su un editor letterario della New York degli anni Venti, con Colin Firth e Jude Law. È uscito anche Knight of Cups di Terrence Malick, ma è quel tipo di film che piace a pochi e risulta fastidiosissimo e terribile a tutti gli altri.

Che vuoi che sia

È una commedia diretta dall’attore e regista Edoardo Leo, che ha 44 anni e da qualche tempo è uno degli attori italiani più richiesti, soprattutto per le commedie. Prima di Che vuoi che sia aveva già diretto tre film: Diciotto anni dopo, Buongiorno papà e Noi e la Giulia, in cui hanno recitato Luca Argentero e Claudio Amendola. Che vuoi che sia è il nuovo film della settimana che sarà in più cinema – quasi 400 – e nel cast ci sono, oltre a Leo, Anna Foglietta, Rocco Papaleo e Marina Massironi. Parla di una coppia che vorrebbe avere un figlio ma ha qualche problema economico. Un po’ per scherzo i due – interpretati da Leo e Foglietta – dicono su un sito di crowdfunding (quelli per raccogliere soldi per progetti di vario tipo) che se dovessero ottenere una certa cifra (250mila euro) girerebbero un video porno. Ovviamente la cifra viene raggiunta, la cosa inizia a diventare seria e i due – e i loro parenti e amici – iniziano a pensarci davvero.

La maggior parte delle recensioni parla di Che vuoi che sia come di un film ben fatto, senza particolari guizzi, ma con una storia interessante e una buona recitazione. Non è Black Mirror, ma c’è comunque il tentativo di provare a raccontare un “cosa succederebbe se” che ha a che fare con il sesso e internet. MyMovies ha scritto che «la regia è pulita e funzionale al racconto» e che «Leo conferma la sua vocazione artigianale nel costruire le scene badando alla solidità più che alle ambizioni artistiche». Parlando del film Leo ha detto: «È una storia in cui molti possono identificarsi perché tocca temi e sentimenti comuni. C’è una coppia che prende una decisione e ne sottovaluta le conseguenze, ci sono un tema contemporaneo come il rapporto fra web e privato e un tema eterno, quanto costa la tua intimità, e se davvero ogni cosa può avere un prezzo». La storia “coppia normale e video porno” non è nuova nel cinema: nel 2014 uscì per esempio Sex Tape – Finiti in rete, con Cameron Diaz e Jason Segel. Non un gran film, comunque. The Wrap scrisse: «il film è una truffa, va a caccia di risate ma è scritto e diretto così a caso che potrebbe essere facilmente diviso in tre sezioni distinte».

Masterminds – I geni della truffa

È una commedia diretta da Jared Hess – il regista di Napoleon Dynamite – e con Kristen Wiig, Owen Wilson, Jason Sudeikis e Zach Galifianakis. Napoleon Dynamite è un film del 2004 che costò pochissimo, divenne un cult e fece diventare famosa questa maglietta; Wilson e soprattutto Galifianakis sono due i cui film vanno di solito abbastanza bene e la storia è interessante: si ispira a quella di una vera e grandissima rapina del 1997, fatta da dei ladruncoli improvvisati e raccontata nel libro Heist!: The $17 million Loomis Fargo Theft, di Jeff Diamant. Nonostante le buone premesse per essere una commedia di successo il film non è andato un granché bene: il suo voto medio su IMDb è 5,8, gli incassi americani sono stati bassini e le recensioni ne parlano come di un film scarso. «È come un film dei fratelli Coen passato attraverso un meccanismo che ne ha tolto tutto l’umorismo, l’eleganza estetica e la capacità di rendersi interessante. Al posto di queste cose sono stati inseriti dialoghi insensati, scenette tortuose e monotone e recitazione banale», ha scritto il Guardian, che gli ha dato una stella su cinque.

Masterminds – I geni della truffa è uno dei più diffusi sottogeneri della commedia: è un heist movie (o caper movie), uno di quei film raccontano storie di furti o rapine, spesso in modo ironico. In inglese “heist” significa “rapina” e in Italia questo tipo di film è anche noto come i “film del colpo grosso”. Uno dei primi, e dei più belli, è I soliti ignoti, citatissimo in molti altri film. È quello di questo dialogo:

Fai bei sogni

È il nuovo film di Marco Bellocchio, tratto dal libro scritto dal giornalista Massimo Gramellini e pubblicato nel 2012 da Longanesi: i protagonisti sono Valerio Mastandrea e Bérénice Bejo, l’attrice francese di The Artist. Nel libro Fai bei sogni Gramellini raccontò in modo autobiografico come reagì alla morte della madre, che, quando lui aveva nove anni, gli dissero essere morta d’infarto. Fai bei sogni è stato presentato all’ultimo festival di Cannes (una delle categorie per i film che non fanno parte del concorso principale), ne è già in programma un’uscita in Francia e sta in generale avendo buone recensioni.

Sul Corriere della Sera Paolo Mereghetti ha apprezzato la regia di Bellocchio ma ha scritto che «alla fine l’effetto è quello di un film sussultorio, che segue le ondivaghe e inconfessate richieste d’affetto del protagonista, attenua l’effetto svelamento sulla morte della madre, elimina gli snodi più melodrammatici ma ne sottolinea l’importanza con silenzi e immagini evocative». Su MyMovies il voto dato al film è 3,5 su 5. Mereghetti ha anche scritto che Bellocchio «ha spesso cercato nella letteratura spunti per i suoi film. Lo ha fatto con Cechov (Il gabbiano), Pirandello (Enrico IV), Radiguet (Diavolo in corpo, anche se con molta libertà), Kleist (Il principe di Homburg). Altri tipi di letteratura, ovviamente. Se vi sentite in colpa per non averne visto nemmeno uno, non fatelo: nessuno è considerato un film-da-non-perdere. Il film di Bellocchio che bisognerebbe aver visto per non fare brutta figura quando si parla di cinema è invece La cina è vicina, del 1967: anche quello è ispirato a un libro di uno scrittore e giornalista, Enrico Emanuelli.

Genius

A proposito di letteratura: Genius è un film biografico che racconta la storia di Max Perkins, un curatore editoriale che nella prima metà del Novecento collaborò – e in parte lanciò – gente come Francis Scott Fitzgerald, Ernest Hemingway e Thomas Wolfe. Genius è diretto da Michael Grandage – un regista di teatro – e ha un ottimo cast: Colin Firth, Jude Law e Nicole Kidman. Si basa su Max Perkins: Editor of Genius, una biografia scritta da Scott Berg. Il film è ambientato nella New York di fine anni Venti, mentre Perkins (interpretato da Firth) lavora per la Scribner’s Son e ha già collaborato con Fitzgerald e Hemingway. Deve però ancora incontrare Wolfe (uno di quegli scrittori a cui si ispirarono quelli della Beat Generation: Perkins ne pensa ottime cose, ma Wolfe (interpretato da Law) è un tipo complicato.

Tra i film della settimana è quello di cui si parla meglio: non è che si dica che possa vincere l’Oscar, ma le recensioni stanno quasi tutte tra il “discreto” e il “buono”. Alessandra Levantesi Kezich ha scritto sulla Stampa che il film «entra con finezza nelle pieghe dei caratteri dei protagonisti» e «che Colin Firth è perfetto in un ruolo tagliato su misura per lui e Jude Law si conferma ancora una volta attore di straordinaria versatilità». Mick LaSalle ha scritto sul San Francisco Chronicle che «per quelli interessati a questo grande periodo della storia americana, il film è una delizia». Se da qualche riga state invece pensando che siete più interessati alla Beat Generation, un buon film è Giovani ribelli – Kill Your Darlings, in cui Daniel Radcliffe interpreta Allen Ginsberg.

Knight of Cups

È il penultimo film di Terrence Malick e parla di uno sceneggiatore depresso che più che altro vaga per Los Angeles e Las Vegas incontrando donne e cercando se stesso – ma il film è comunque ambizioso, complicato e per certi spettatori forse respingente. Come spesso è capitato per altri film di Malick (La sottile linea rossa, The New World, The Tree of Life e To the Wonder) molti l’hanno trovato noioso e anche tra i critici ci sono opinioni diversi: qualcuno lo trova presuntuoso, qualcun altro lo ritiene stupendo e geniale. Negli Stati Uniti uscì a marzo, in Italia è uscito da poco, il problema è che è davvero in pochissimi cinema: trovarlo, vederlo e uscire dal cinema soddisfatti è cosa da cinefili accaniti.

Richard Brody ha scritto sul New Yorker: «Forse nessun film nella storia del cinema segue l’andamento della memoria così profondamente, appassionatamente e fiduciosamente come Knight of Cups. È un instant classic in vari generi – la confessione, il dietro le quinte di Hollywood, il dramma dantesco della mezza età, la riflessione religiosa, il melodramma famigliare, il sogno erotico – poiché la storia del protagonista, come quella di molte persone, è un insieme intrecciato di varie vite che non si sovrappongono ma sono inseparabili le une dalle altre». Brody ha anche scritto che il film è una poesia su Los Angeles e su come si vede la città attraversandola in auto, un po’ come Somewhere di Sofia Coppola.

Questa settimana al cinema non uscirà il film che incasserà cinque volte più degli altri, e quindi ne sono usciti molti. Oltre ai precedenti, ci sono anche Sing Street (un film su un ragazzo di Dublino che decide di formare una band, che è molto piaciuto al Guardian), La ragazza del mondo (un film drammatico di Marco Danieli), A spasso con Bob («un giovane tossicodipendente in fase di recupero incontra un gatto rosso», scrive MyMovies) e il documentario Gabo – Il mondo di Garcia Marquez.