Lionel Messi dopo la sconfitta contro il Brasile (DOUGLAS MAGNO/AFP/Getty Images)

L’Argentina di Messi rischia i Mondiali

Gioca male, perde ed è sesta nel girone di qualificazione: se continua così rischia di andare agli spareggi, o peggio

Lionel Messi dopo la sconfitta contro il Brasile (DOUGLAS MAGNO/AFP/Getty Images)

Dopo la sconfitta per 3 a 0 subita giovedì sera in casa del Brasile, la nazionale di calcio argentina ha perso la sua seconda partita consecutiva nel girone sudamericano di qualificazione ai Mondiali del 2018, in cui non vince una partita da settembre.

In questo momento la nazionale argentina – vice campione del mondo e del Sudamerica in carica – è in sesta posizione nel girone, a un punto dal Cile e fuori dalla zona che garantisce la qualificazione ai Mondiali: nelle ultime partite disputate ha perso contro il Paraguay e pareggiato contro Perù e Venezuela, due fra le squadre sudamericane più deboli. Mancano sette partite alla fine del girone, e l’Argentina ha sia il tempo che le qualità per recuperare almeno quattro posizioni, ma l’attuale situazione preoccupa particolarmente perché la squadra ha dei grossi problemi, gioca male e il suo capitano Lionel Messi non è minimante paragonabile a quello che siamo abituati a vedere con il Barcellona, così come molti altri giocatori argentini che nelle loro squadre europee si trovano invece in ottima condizione.

Nella partita di giovedì, giocata al Mineirão di Belo Horizonte (lo stadio del 7 a 1 contro la Germania), il Brasile ha segnato due gol con Coutinho e Neymar nei primi 45 minuti e poi ha segnato il terzo al 60mo con il centrocampista Paulinho. In campo, alla squadra allenata da Tite è stata concessa un’ampia libertà di manovra in tutti i reparti di gioco, e oltre ad aver segnato tre gol si è trovata numerose volte davanti alla porta dell’Argentina, ha colpito un palo e un quarto gol gli è stato negato solamente dal salvataggio sulla linea del centrocampista argentino Javier Mascherano.

brasileL’azione del terzo gol del Brasile: in seguito a un lancio lungo della difesa brasiliana, i difensori argentini si trovano isolati nella propria metà campo e dopo un errore danno palla al Brasile, che aggira la difesa da destra a sinistra e dopo un altro errore della difesa avversaria segna con Paulinho.

L’Argentina ha invece dimostrato di essere in un momento di grande difficoltà, sia dal punto di vista mentale sia sul piano tattico. Ha tirato in porta una decina di volte, ma solo in un paio di occasioni dall’interno dell’area di rigore brasiliana, il resto solamente da fuori area. Sono mancati inoltre sia i collegamenti fra i tre reparti che l’inventiva dei suoi giocatori, tra i migliori al mondo per capacità tecniche e visione di gioco. I difensori brasiliani sono riusciti a isolare Lionel Messi, e di conseguenza anche Gonzalo Higuain, unico centravanti argentino in campo. La difesa della squadra allenata da Edgardo Bauza, molto forte fisicamente e nel gioco aereo, è andata in difficoltà nei momenti di pressione avversaria e i suoi due centrali, Ramiro Funes Mori e Nicolás Otamendi, sono dovuti ricorrere sistematicamente ai falli, anche piuttosto decisi, per fermare Neymar, Coutinho e Gabriel Jesus, i giocatori più pericolosi del Brasile.

ramiroIl brutto fallo di Ramiro Funes Mori su Neymar

Al termine della partita, i giornali argentini hanno definito la partita come una “catastrofe” da cui sarà difficile aspettarsi un miglioramento in soli cinque giorni, ovvero in tempo per la prossima partita contro la Colombia, terza nel girone. Edgardo Bauza invece è sembrato più fiducioso e ha detto che l’Argentina può fare ancora molto prima che le qualificazioni finiscano. È stato più critico Lionel Messi, il capitano, che ha detto: “Quando ci hanno colpito duramente abbiamo fatto molta fatica a recuperare. Siamo più che consapevoli del fatto che dobbiamo cambiare molto. Di tutti gli aspetti negativi che si sono visti stasera, l’unico buono è che i nostri risultati dipendano da noi stessi: ma non possiamo buttare via altri punti”.

Le qualificazioni termineranno tra un anno e all’Argentina mancano ancora sette partite da giocare: al momento il terzo posto della Colombia è lontano due punti e già mercoledì prossimo, in caso di vittoria nello scontro diretto, l’Argentina potrebbe portarsi in una posizione più sicura. Ma quello che preoccupa di più tifosi e giornalisti sportivi è il fatto che una squadra che può contare su una rosa unica nel suo genere, seconda classificata agli ultimi Mondiali e all’ultima edizione della Coppa America, formata da quello che è considerato il giocatore più forte del mondo e da gente come Higuain, Javier Mascherano, Ángel Di María, Pablo Zabaleta, Nicolás Gaitán e Sergio Agüero, faccia fatica anche solo a giocare discretamente o a ottenere più di un punto contro squadre nettamente inferiori.