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  • Martedì 25 ottobre 2016

Le barricate a Gorino contro i migranti

Un gruppo di cittadini ha bloccato le vie di accesso a un paese nel ferrarese per impedire l'arrivo di 12 donne e 8 bambini, da ospitare in un ostello in zona

(Estense)
(Estense)

Nella serata di lunedì 24 ottobre un gruppo di abitanti di Gorino, una frazione del comune di Goro nel ferrarese, ha bloccato le vie di accesso al paese con alcune barricate per impedire il passaggio a due pullman che trasportavano una ventina di profughi verso l’Ostello Amore-Natura, indicato dal prefetto di Ferrara per ospitarli nei prossimi mesi nell’ambito del programma di accoglienza dei richiedenti protezione internazionale. Intorno alle barricate c’è stato qualche momento di tensione con le forze dell’ordine, intervenute per tenere sotto controllo la situazione, e dopo alcune ore le autorità hanno deciso di cambiare destinazione per le 12 donne e 8 bambini trasportati dai pullman, scegliendo un altro locale in un paese vicino. La vicenda di Goro sta facendo molto discutere perché si inserisce nel delicato tema dell’ospitalità per i migranti in Italia, già al centro di numerose polemiche nei mesi scorsi spesso anche a causa della disinformazione o di campagne politiche intransigenti, come quelle condotte da alcuni esponenti della Lega Nord.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in un’intervista registrata per la puntata di martedì sera del talk show Porta a Porta, ha detto: «Goro e Gorino è una vicenda molto difficile da giudicare: da un lato c’è comprensione, anche se non condivisione, nei confronti di una parte della popolazione molto stanca e preoccupata, dall’altra sono 12 donne e 8 bambini. Forse noi come Stato non siamo stati all’altezza, probabilmente da parte dello Stato andava gestita meglio, ma anche dal punto di vista del dialogo.Ma voglio essere chiaro l’Italia che conosco io, quando ci sono 11 donne e otto bambini si fa in quattro per risolvere il problema».

La Nuova Ferrara spiega che ieri notte i profughi sono rimasti bloccati per alcune ore a Bosco Mesola, a pochi chilometri da Gorino in attesa di ricevere l’autorizzazione per proseguire e raggiungere l’ostello. Intorno alla mezzanotte è stata comunicata la decisione sul cambio di destinazione, mentre continuava la protesta di alcuni cittadini sulle vie di accesso a Gorino. Per bloccarle sono stati utilizzati bancali e barili portati dal vicino porto di Goro.

Nel pomeriggio di lunedì erano iniziate le prime proteste dopo che si era diffusa la notizia sull’ordine di requisizione da parte del prefetto di Ferrara di alcune stanze dell’ostello Amore-Natura, per destinarle “all’ospitalità di richiedenti protezione internazionale, assegnati alla Prefettura di Ferrara”, con effetto immediato e fino al 28 febbraio 2017 o “fino a nuove esigenze”. Il documento definiva “urgente” l’intervento e di “preminente interesse pubblico”, ma alcuni cittadini del paese si sono opposti e hanno organizzato la protesta. Secondo alcune testimonianze raccolte dall’Estense, sono contrari all’utilizzo dell’ostello perché è l’unico bar rimasto in paese e uno dei punti di ritrovo per molti cittadini, non è però chiaro come la presenza di 12 donne e 8 bambini potesse incidere sulle possibilità di accesso e di utilizzo del bar da parte della popolazione.

Prima di rinunciare definitivamente alla sistemazione a Gorino, il comandante provinciale dei carabinieri, Andrea Desideri, e il vicequestore aggiunto Pietro Scroccarello, hanno raggiunto i punti in cui erano state costruite le barricate per raggiungere una mediazione. A quanto pare non ci sono state molte possibilità di dialogo e per evitare problemi di ordine pubblico si è deciso di dirottare i profughi in un’altra zona del ferrarese.