Una statua davanti all'Art Institute di Chicago, con un cappello dei Cubs (Scott Olson/Getty Images)
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  • martedì 25 Ottobre 2016

Cominciano le World Series, quelle dei Cubs

Che vincano o perdano contro Cleveland, queste finali del baseball a Chicago le aspettavano da 71 anni

Una statua davanti all'Art Institute di Chicago, con un cappello dei Cubs (Scott Olson/Getty Images)

Progressive Field non è un nome molto emozionante per uno stadio – è quello della compagnia di assicurazioni automobilistiche che ne ha acquistato la sponsorizzazione – e quindi i tifosi continuano a chiamare lo stadio del baseball di Cleveland The Jake, dal suo vecchio nome di Jacobs Stadium. Stasera alle otto locali – le due di notte in Italia – si giocherà la prima delle “finali del baseball”, le World Series, le partite al meglio delle sette che decidono ogni anno il vincitore del campionato di baseball statunitense, il più importante del mondo: la Major League Baseball. Le prime due si giocano in casa degli Indians di Cleveland, in Ohio, poi le squadre si spostano relativamente vicino a Chicago, Illinois, per altre tre partite, e le eventuali ultime due (se nessuna squadra sarà ancora arrivata a quattro vittorie) sono di nuovo a Cleveland.

Ma Chicago è la città che sta ricevendo maggiori attenzioni, e non solo perché è una città molto più importante, famosa e orgogliosa (anche se quella più attuale è una pessima fama, legata alla criminalità e al grande numero di omicidi in città), e con una popolazione che è otto volte quella di Cleveland, ma anche per due altre ragioni. La prima è che i Cubs – la più illustre delle due squadre cittadine che giocano nella MLB – hanno dominato il campionato di quest’anno, e sono stati dati per favoriti da prima che cominciasse fino a questa vigilia, anche se in pochi sport come nel baseball “ogni partita fa storia a sé“. La seconda è che i Chicago Cubs – squadra della terza città più grande degli Stati Uniti – non vincono il campionato dal 1908, da 108 anni, e non arrivavano alle World Series dal 1945. E i loro tifosi hanno dovuto assistere alla vittoria dei rivali cittadini – i White Sox, la squadra di Barack Obama – nel 2005, anche loro dopo un lunghissimo “digiuno”. Nel 2015 i Cubs erano arrivati alle finali di Lega (le semifinali, in pratica), perdendole, e lo stesso era successo già nel 2003, ai tempi della famosa partita persa anche a causa dell’errore di Steve Bartman, il tifoso che intralciò un giocatore dei Cubs finendo con il rovinare la partita e la sua vita (qualcuno gli aveva chiesto di andare a fare il lancio inaugurale della partita di venerdì, lui ha declinato).

E quindi a Chicago c’è una certa eccitazione, e una grande attesa per la partita di stasera e per quella di venerdì che si giocherà a Wrigley Field, il leggendario stadio dei Cubs, che ci giocano da un secolo: uno dei due più antichi della MLB insieme a Fenway Park di Boston (alcuni biglietti sono in vendita per 15.000 dollari). Perché in questi 108 anni leggende, battute e tormentoni – soprattutto a base di elenchi di cose successe nel frattempo – sul tempo passato senza una vittoria dei Cubs sono diventati parte della cultura sportiva americana.

Anche gli Indians di Cleveland sono una squadra antica, e anche loro non vincono un campionato MLB da tantissimo tempo, dal 1948 (fu il loro secondo). Hanno avuto un buon periodo negli anni Novanta, arrivando alle finali nel 1995 e nel 1997 e perdendole, ma dopo hanno solo raggiunto una finale di Lega nel 2007. Negli scorsi anni sono arrivati ai playoff una volta sola, uscendo subito, ma in questo campionato hanno battuto il loro record di vittorie consecutive, ottenendone 14. Gli Indians cominciano le World Series in casa e hanno potenzialmente una partita in casa in più perché la loro Lega aveva vinto la partita “All-Star Game” tra le due leghe.

Tutte e due le squadre hanno difese molto forti, ma i Cubs di più. L’interbase Francisco Lindor e il terza base Javier Baez sono probabilmente i giocatori più forti – rispettivamente di Cleveland e Chicago – in questo reparto. In attacco, gli Indians sono molto forti nel “rubare” le basi: quindi i ricevitori dei Cubs avranno un ruolo molto importante nel tenerli d’occhio. Tra i Cubs, sembra possibile – e molto atteso – il rientro del 23enne esterno Kyle Schwarber, molto forte in battuta, ma fermo tutta la stagione per un infortunio.
Terry Francona è l’allenatore degli Indians da tre anni, e veniva da dieci anni a Boston in cui aveva portato i Red Sox a interrompere il digiuno più leggendario della storia del baseball, più di quello dei Cubs. Anche Joe Maddon è un allenatore responsabile dei recenti successi dei Cubs: è arrivato nel 2014 da Tampa Bay, e ha ottenuto le finali di Lega dell’anno scorso e le World Series quest’anno.